Cortina d’Ampezzo per il decennale Dolomiti UNESCO

Alla cerimonia il Vicepresidente del CAI Antonio Montani, che ha sottolineato il modello di sviluppo sostenibile rappresentato dal rinnovato Sentiero Italia CAI, che attraversa anche le Dolomiti. Sostenibilità che deve essere la guida per le Olimpiadi.

Piazza Dibona per il decennale

27 giugno 2019 - “Anche le Dolomiti, che sono viste come un esempio dalle altre aree montane, sono attraversate dal rinnovato Sentiero Italia CAI, che vuole rappresentare un modello di sviluppo sostenibile, alternativo alle grandi masse”. Queste le parole del Vicepresidente generale del CAI Antonio Montani, intervenuto ieri a Cortina alla festa per il decennale della proclamazione delle Dolomiti a Patrimonio dell’Umanità Unesco.

Piazza Angelo Dibona, ieri mattina, ha visto l’esibizione delle bande provenienti dai quattro ambiti territoriali del Patrimonio (Cortina d’Ampezzo, Pozza di Fassa, San Vigilio di Marebbe e Muggia), che hanno salutato con l’Inno d’Italia l’inizio delle celebrazioni.

Celebrazioni fin dalle prime battute innestate sui festeggiamenti per l’assegnazione a Milano e Cortina dei Giochi Olimpici invernali del 2026: una grande occasione per i territori dolomitici ma anche una sfida da affrontare, come ribadito dalla Fondazione Dolomiti UNESCO, nel segno della sostenibilità.

Montani nel suo intervento si è soffermato proprio su questo punto: “il CAI vede l’appuntamento olimpico come un’opportunità da declinare partendo dalla Fondazione Dolomiti Unesco e dal suo stretto rapporto di collaborazione con il Club alpino, nell’ottica della sostenibilità. Siamo a completa disposizione per cogliere al meglio questa importante occasione”.

La mattinata si è aperta con gli interventi del sindaco di Cortina Gianpietro Ghedina, del presidente della Fondazione Dolomiti Unesco Graziano Pizzimenti, del Segretario Generale della Commissione Italiana per l’ Unesco Enrico Vicenti, del presidente della Regione Autonoma Trentino Alto Adige - Sudtirol Arno Kompatscher, di Matteo Rosati dell’ufficio regionale Unesco per la Scienza e la Cultura in Europa e del Sottosegretario di Stato per l’Ambiente e la Tutela del territorio e del mare (nonché presidente del Comitato per le celebrazioni del decennale del riconoscimento) Vannia Gava, che ha consegnato alla Fondazione una medaglia della Presidenza della Repubblica.

Da parte di tutti gli intervenuti la conferma dello straordinario valore del riconoscimento Unesco in termini di opportunità ma anche di responsabilità nei confronti del territorio. Una responsabilità ancora più evidente dopo la tempesta Vaia.

Protagonisti anche i bambini e i ragazzi: quelli delle associazioni sportive di Cortina che, accompagnati da Kristian Ghedina, hanno lasciato le impronte delle proprie mani nell’argilla, e quelli che da ieri sono impegnati nel campo sentieri organizzato dall’alpinismo giovanile di SAT, CAI Veneto, CAI Friuli Venezia Giulia e CAI Alto Adige a Selva di Cadore, per imparare il valore della cura del territorio. I giovanissimi si prenderanno infatti cura dei percorsi danneggiati dalla tempesta Vaia.

L’ultimo intervento è toccato al direttore della Fondazione Dolomiti UNESCO Marcella Morandini, che ha illustrato i risultati raggiunti e presentato alcuni dei progetti che vedranno protagonista l’intero territorio dolomitico nei prossimi mesi

La festa ora si sposta a San Vigilio di Marebbe, in Val Badia, dove il 29 giugno si svolgerà il “Dolomites UNESCO Fest” all’insegna della cultura, della partecipazione popolare, della musica e della gastronomia.

Red

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