Pasang Lhamu Sherpa al Trento Film Festival: tra solidarietà, ambiente e alpinismo al femminile

La vincitrice del National Geographic Adventurer of the Year e prima guida donna nepalese è intervenuta oggi al Cinema Vittoria, in occasione della proiezione “Mothered by mountains”, corto che la vede protagonista.

Pasang all'esterno del Cinema Vittoria

28 aprile 2018 - “Sono nata nella valle di Khumbu, fin da piccola ho visto alpinisti e trekker passare davanti a me, e mi sono appassionata. Scalare l'Everest era il mio primo desiderio, quindi, dopo gli studi, ho iniziato a praticare l'alpinismo e la professione di guida è stato l'esito naturale di questo mio percorso”.

Queste le prime parole di Pasang Lhamu Sherpa oggi al Trento Film Festival, dopo la proiezione di Mothered by mountains, corto di Renan Ozturk che la vede protagonista. Pasang ha vinto il titolo National Geographic Adventurer of the Year per il suo impegno in Nepal dopo il terremoto, per migliorare la condizione femminile nel suo Paese e per sensibilizzare i nepalesi sull'importanza del contrasto ai cambiamenti climatici.

E di questo ha parlato a Trento, in un dialogo con il direttore della rivista National Geographic Marco Cattaneo, il quale ha ricordato come Pasang nel 2014 abbia fatto parte della prima spedizione tutta al femminile nepalese ad aver raggiunto la vetta del K2. Una vetta dedicata proprio alla consapevolezza del cambiamento climatico.

“Nel mio Paese questa consapevolezza non è ancora adeguatamente diffusa, non tutti si rendono conto del pericolo”, ha detto Pasang. “Sono stata molto criticata per il rischio di questa salita, soprattutto perchè eravamo tutte donne. Ma solo scalando si possono toccare davvero da molto vicino gli effetti del cambiamento, come la riduzione dei ghiacciai”.

Cattaneo poi si è incentrato sul suo impegno per gli altri, ricordando come nel 2013 abbia aderito ad un'associazione che si impegna a portare l'assistenza sanitaria nelle zone più remote del Nepal. Poi, dopo il terremoto, Pasang si è concentrata molto sugli aiuti umanitari. “La ripresa è lenta, nelle zone più isolate ci sono ancora tante persone senza casa”, ha aggiunto la guida nepalese. “Ma il terremoto ha unito le persone, c'è tanta solidarietà, anche da persone straniere che hanno il Nepal nel cuore”.

Infine, l'impegno per le donne, con la volontà di diffondere maggiormente l'istruzione femminile. “In Nepal non c'è ancora uguaglianza, la strada è difficile: io ho avuto molte difficoltà a praticare l'alpinismo, che non era ritenuto adatto alle donne. Adesso la situazione sta cambiando, lentamente, ma sta cambiando”.

E questo sicuramente grazie all'impegno di donne come lei, divenuta, tra l'altro, mamma cinque mesi fa. Il figlioletto era presente a Trento, dispensando bellissimi sorrisi a tutti.

Lorenzo Arduini

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