Partecipazione e coerenze in Dolomiti UNESCO

Pubblichiamo la lettera di Mountain Wilderness indirizzata al Presidente e alla Segretaria della Fondazione Dolomiti UNESCO in merito alla manifestazione che si è svolta il 2 e 3 agosto attorno al gruppo della Croda Rossa

La Croda Rossa

Mountain Wilderness si ritrova in Dolomiti per riportare attenzione verso quanto accade attorno a questo straordinario patrimonio di montagne che è stato dichiarato dall’UNESCO patrimonio naturale dell’umanità.
I partecipanti alla manifestazione che si è svolta il 2 e 3 agosto attorno al gruppo della Croda Rossa, appoggiati dal Consiglio Direttivo nazionale, intendono manifestare la loro profonda insoddisfazione per come è stata gestita la Fondazione in questi suoi primi cinque anni di attività.

Tralasciamo le iniziali disavventure e arriviamo diretti alla situazione di oggi.
Il commissario UNESCO aveva lasciato ai dirigenti della Fondazione una esplicita prescrizione: i piani di gestione dei gruppi tutelati andavano elaborati e discussi coinvolgendo tutti i diretti interessati alla vita sociale che si svolge in Dolomiti, siano questi gruppi di interessi sociali che espressione del mondo economico e amministrativo.
Non vi è dubbio alcuno che nulla di questo sia accaduto, nonostante le continue sollecitazioni anche scritte e condivise sui media avanzate da CIPRA e dalla scrivente associazione.
Mountain Wilderness non accetta di essere coinvolta nella condivisione dei vari progetti di rete solo a documenti decisi nei gruppi di lavoro. L’associazione, in modo costruttivo, ha sempre chiesto e ribadisce questa richiesta, di essere coinvolta nel lavoro di costruzione dei singoli progetti. Non è sufficiente per questo aprire un sito, temi tanto importanti vanno definiti e poi condivisi in lavoro di gruppo, presenti i soci sostenitori che ritengano utile fornire i loro contributi, i valori e le loro idealità.

Il secondo aspetto è ancora più grave. Le amministrazioni provinciali e regionali stanno definendo prospettive urbanistiche che amplieranno aree sciabili che coinvolgono i siti di dolomiti UNESCO.
Collegamento Monte Elmo – Croda Rossa – Sappada, la pista “olimpica” di Cortina detta “Solier”, il collegamento dell’area di Serodoli in val Nambino (Campiglio), il giro del Latemar con i tanto sollecitati collegamenti Moena – Soraga – passo di Carezza e poi prolungamento verso Obereggen.

Inoltre le varie amministrazioni regionali e provinciali stanno rilasciando una serie di autorizzazioni che prevedono ulteriori prelievi idrici sui corsi d’acqua per la costruzione di centraline idroelettriche, più o meno potenti. Si vanno ad intaccare perfino i pochi torrenti e rivi miracolosamente rimasti intatti fino ad oggi, dal Cadore, all’Alto Adige Sudtirol fino ai gruppi della Marmolada, Latemar e Brenta.

Ed ancora, ad oggi, non è stata messa in atto alcuna strategia che limiti drasticamente il traffico in dolomiti, nemmeno sui passi e il rumore è ormai padrone indiscusso delle nostre montagne.
Nell’inverno scorso numerose amministrazioni comunali (Cortina, Auronzo, Calalzo, provincia autonoma di Bolzano) hanno autorizzato la pratica dell’eliski e dell’eliturismo nel cuore delle montagne tutelate.

Ne siamo consapevoli, diverse di queste azioni sono proposte in ambiti esterni ai nove gruppi tutelati. Ma riteniamo sia azione ipocrita mettere in atto solo misure che tutelano gli ambiti rocciosi più impervi e permettere che attorno ai patrimoni si sviluppino ulteriori caroselli sciistici, che i rivi vengano depredati delle misere risorse idriche ancora intatte, che i passi dolomitici debbano subire flussi tanti intensi di traffico e rumori sempre più assordanti, che addirittura, in territori tanto particolari, le amministrazioni pubbliche permettano l’eliski o l’aggressione dei grandi pascoli con motoslitte che portano turisti a svagarsi in cene ad alte quote.

Sono queste azioni che nel loro insieme tolgono ogni credibilità all’azione della Fondazione Dolomiti UNESCO, alla sua programmazione in quanto ci si sofferma su aspetti minimali dell’insieme del patrimonio dolomitico sottovalutando l’importanza dei paesaggi, dei beni faunistici e vegetali (biodiversità), della qualità del vivere che tutti noi siamo chiamati ad offrire innanzi tutto a chi in Dolomiti vive e di conseguenza ai nostri importanti ospiti.

Questa lettera, che conclude la nostra presenza in Croda Rossa, vuole essere da stimolo perché la Fondazione intraprenda da subito:

- un reale percorso partecipativo che permetta a tutti i soci sostenitori, e non solo a loro, la condivisione dei vari progetti in corso di elaborazione;
- una coerenza di impegni che eviti di consumare ulteriore bene territoriale, paesaggistico e biodiversità con ampliamenti di aree sciabili, diffusione in quota della motorizzazione, ulteriori captazione di acque pubbliche, ANCHE all’esterno delle buffer zone e delle aree tampone dei siti tutelati.

L’associazione, come ha sempre dimostrato in questi cinque anni, rimane a disposizione per collaborare alla costruzione di un percorso più serio e convincente di quanto non sia avvenuto fino ad oggi.

Cordiali saluti

Il Presidente Carlo Alberto Pinelli

I partecipanti alla manifestazione in Croda Rossa, 2 e 3 agosto 2014

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