Parco Nazionale dei Monti Sibillini: "un ente che unisce paesi e territori di montagna e rappresenta un bene comune dei cittadini"

La Commissione Tutela Ambiente Montano del CAI al fianco dell'Area Protetta dopo la raccolta firme per l’uscita di Castelluccio dai suoi confini seguiti al mancato permesso a costruire un parcheggio.

La piana di Castelluccio di Norcia

30 gennaio 2018 - Il comunicato del Parco (scaricabile in fondo al testo), che risponde alla situazione di disagio e confusione in atto, chiarisce situazioni e ribadisce la disponibilità dell'Ente al confronto e alla condivisione, rifuggendo da ogni possibile comportamento strumentale.

In Umbria c'è infatti una situazione delicata per la sollevazione in atto contro il Parco Nazionale dei Monti Sibillini e la raccolta di firme del Comitato dei cittadini di Castelluccio di Norcia. Dalle giornate Cai-Tam dell'agosto 2017, con convegno a Camerino, giornata internazionale UIAA e sopralluoghi fino a Visso, e dalle successive prese di posizione del Parco, non sembrerebbero proprio ci siano motivazioni fondate per questa opposizione.

Ci riferiamo alla questione della struttura denominata Deltaplano (autorizzazione con prescrizioni per la riduzione delle volumetrie e l’eliminazione del parcheggio annesso per auto e camper), alle captazioni del fiume Nera (ulteriori), alla proposta di Lago artificiale sul Monte Prata a 1700 m (per l’innevamento artificiale, la gestione dei pascoli e per spegnere gli incendi boschivi) e altro.

Si ruota con proposte settoriali e sovradimensionate attorno al dramma del sisma e dell'emergenza, da gestire invece in modo efficace attraverso il confronto e il dialogo per garantire una ripresa durevole che sia attenta ad ambiente, cultura ed economia, nel rispetto di territori e popolazioni. Difficoltà, ritardi ed emergenza non possono diventare occasione per aggirare procedure di intervento in aree dal riconosciuto valore naturalistico e paesaggistico.

Il Cai è consapevole del disagio delle popolazioni, delle macerie ancora presenti, dei servizi e delle produzioni da ripristinare, dell'avanzare di spopolamento e spaesamento, ma non si può segnare e delegittimare il Parco nazionale ritenendolo responsabile di tutto questo. Assolutamente la situazione va ricondotta nei binari della riflessione e del confronto, coinvolgendo tutti i possibili interlocutori per una visione responsabile e partecipata.

La circostanza delle prossime elezioni e del successivo rinnovo del CD del Parco, va utilizzata come occasione per esserci e non per apparire.
Come Cai le prime azioni nelle zone del terremoto sono state per la condivisione e la fruizione, iniziando dal recupero dei sentieri, dall'accoglienza nei paesi con l'invito a venire numerosi in questi territori, in area Parco in Umbria e nelle Marche, ma anche nelle consorelle Lazio e Abruzzo accomunate dal sisma, proprio per rompere il pericolo di un isolamento che porta a rabbia ed esasperazione.

Come Cai, per essere utili e favorire il dialogo, a febbraio ci riuniremo e saremo presenti a incontri interassociativi regionali e nazionali.

Filippo Di Donato
Presidente CCTAM del CAI

 

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