Omaggio ai Gugliermina, “scopritori” del Monte Rosa

Ai due fratelli si deve una famosa capanna. Un convegno a Borgosesia

I Gugliermina, "miti" della Valsesia

Ai fratelli Gugliermina e all’esplorazione alpinistica del Monte Rosa rivissuta attraverso scritti, fotografia e cartografia è dedicato venerdì 16 novembre a Borgosesia, alle ore 21, nella Sala consigliare del Comune, un convegno organizzato dalla storica Sezione di Varallo del CAI con il Comune di Borgosesia e  l’Associazione culturale Zeisciu. Dopo il saluto di Carlo Raiteri, presidente della Sezione di Varallo del CAI, al quale sono affidate anche le conclusioni, prendono la parola Franca Tonella Regis (Borgosesia tra Ottocento e Novecento), Mauro Gugliermina e Marinella Mazzone Turcotti, nipote dei fratelli Gugliermina (Appunti di affetto e di famiglia), Riccardo Cerri (I primi anni alpinistici dei Gugliermina sul Monte Rosa e Il Rosa dei fratelli Gugliermina: parole e immagini con brani letti da Alberto Regis Milano), Margherita Ravelli (I ‘miei’ Gugliermina: un ricordo).

IL CASINO DI LETTURA. Un altro importante incontro sulla storia dell’alpinismo nella valle è in programma a Varallo Sesia il 1° dicembre: riguarderà il 'Casino di lettura e conversazione' fondato nel 1862. Da questa iniziativa nacque poi la succursale di Varallo del Club Alpino nel 1867.

SOCI BENEMERITI. I fratelli Giuseppe Fortunato e Giovanni Battista Gugliermina, soci della Sezione di Milano, furono tra l’altro gli artefici della costruzione della Capanna Valsesia deliberata nel 1898 dall’assemblea della Sezione di Varallo. Nel verbale dell’adunanza si legge che “i fratelli Gugliermina sono spinti a questa iniziativa oltreché dalla passione per l’alpinismo, anche per spirito di Valsesiani, volendo dotare la valle nelle sue parti più belle di un rifugio che rendesse facile l’escursione al Rosa dalla parte più maestosa”.

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