“Nutrire la montagna perché la montagna ci nutra”: il commento di Erminio Quartiani

Il Vicepresidente generale del CAI è intervenuto al convegno organizzato dalla Fondazione Angelini giovedì 11 giugno a EXPO.

Giovedì 11 giugno il Vicepresidente generale del Club alpino italiano Erminio Quartiani è intervenuto al convegno dal titolo “Nutrire la montagna perché la montagna ci nutra”  all'EXPO di Milano, presso l’Auditorium del Biodiversity Park (http://loscarpone.cai.it/news/items/nutrire-la-montagna-perche-la-montagna-ci-nutra-a-expo-milano-2015-al-convegno-partecipa-anche-il-cai.html). L'appuntamento ha chiuso la Mountain Week di EXPO.

Ecco il suo commento al termine dei lavori.

L'occasione è stata utile per confrontarsi non solo sulle politiche alimentari e agricole della montagna, ma anche sulle politiche pubbliche per la montagna. Nel mio intervento ho ribadito concetti a mio avviso fondamentali per approcciare lo sviluppo sostenibile in montagna: è necessaria una collaborazione tra chi abita in montagna, chi la frequenta e i decisori politici, con l'obiettivo di rendere disponibili risorse da destinare alle attività agricole e ai servizi nelle Terre alte. Questo non deve essere in contrapposizione con la tutela della biodiversità, un valore che deve essere insito e fondamentale.

Non bisogna mai dimenticare che è più frequente che un mercato fallisca in montagna, a causa del contesto in cui si svolgono le attività: essenzialmente ci sono più costi. Abbiamo bisogno di una montagna abitata, il patto città – montagna deve basarsi  su questo presupposto fondamentale.

Occorre stabilire in quale direzione debba essere indirizzata la solidarietà del settore pubblico: a mio avviso principalmente verso una infrastrutturazione adeguata, e penso a sentieri e opere alpine come i rifugi, che possa garantire un aumento della presenza, anche turistica, consapevole, dando così impulso a un turismo sostenibile.

Non tutte le risorse vanno infatti spese per grandi opere. Anche i piccoli interventi possono garantire una presenza umana in montagna, insieme naturalmente a una serie di servizi materiali e immateriali. Per quanto riguarda questi ultimi penso all'abbattimento del digital divide tra pianura e montagna.

La politica pubblica deve essere responsabile verso la montagna: solo così si potrà ottenere valore dalle Terre alte, grazie alle produzioni di eccellenza e dall'apprezzamento della propria accoglienza e offerta turistica da parte di chi vive in città.

Red

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