"No al cementificio": 800 cittadini manifestano il loro amore per la Riserva di Punta D'Erce

L'area interessata si trova a soli 50 metri dall'ingresso della Riserva, luogo di congiunzione meravigliosa di mare e montagna. Il 28 gennaio 2018 presenti alla manifestazione molti Soci CAI Vasto.

Manifestanti sulla Punta Aderci

31 gennaio 2018 - Domenica 28 gennaio centinaia di cittadini, tra cui tantissimi soci della Sezione del CAI Vasto, hanno partecipato a una manifestazione contro la realizzazione dl un cementificio a Punta Penna, nella fascia di protezione esterna della Riserva Regionale di Punta d’Erce (Vasto).

Vale la pena di ricordare che si parla di un promontorio unico: falesie coperte di vegetazione con straordinari cromatismi stagionali, trasparenti fondali marini, spiagge con le ultime dune, e, congiunzione meravigliosa di mare e montagna, lo sfondo della Majella e del Gran Sasso.
Questo tratto della costa abruzzese, tra i più interessanti ed incantevoli dell’intero Adriatico, è da sempre minacciato dalla presenza di un’area industriale sorta nel 1964 in tempi di boom economico e di scarsa attenzione per l’ambiente.

Siamo in presenza di un Sito di Importanza Comunitaria oggetto già in passato di attacchi di ogni genere e di sconsiderati progetti di “sviluppo”, tra cui una megacentrale a carbone, una centrale a biomasse, una cementificazione selvaggia. Adesso è la volta, oltre che di un impianto di stoccaggio di rifiuti, appunto di un impianto per la lavorazione e l’insacchettamento di cemento sfuso.

Negli anni scorsi la mobilitazione della gente e delle associazioni ambientaliste è sempre riuscita a rintuzzare questi attacchi, sia pure con molta fatica.
Il corteo di domenica scorsa ha avuto il momento culminante in un sit-in davanti al capannone interessato, situato a soli 50 m. dall’ingresso della Riserva. Questa marcia silenziosa e pacifica in difesa della qualità della vita e dell’ambiente ha assunto un carattere particolarmente gioioso per la presenza di famiglie con bambini, biciclette, animali domestici, e anche di un gruppo di dimostranti a cavallo.

Tutti si augurano che quanto prima venga attivata una commissione di lavoro che avvii una seria discussione sulla riconversione dell’area industriale interessata.

Comunicato CAI Abruzzo
(a cura di Nicola Racano CAI Vasto)

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