I sentieri del Parco della Biodiversità Mediterranea nel circuito Cai

Il Club alpino italiano si prenderà cura dei percorsi del polmone verde di Catanzaro dopo la stipula di una convezione con la provincia calabrese. La presidente Mariarosaria D’Atri: “Sono molto soddisfatta”.

3 settembre 2019 - I sentieri del Parco calabrese della Biodiversità Mediterranea diventano sentieri Cai. Tutto grazie a una convenzione quadro tra la Sezione del Club alpino italiano di Catanzaro e la Provincia calabrese. Tra gli impegni assunti, rientrano la tracciatura e la segnatura della rete sentieristica nell’area del Parco della Biodiversità Mediterranea, un vasto polmone verde all’interno della città di Catanzaro. La sentieristica all’interno del parco è stata risistemata ad opera dei volontari del CAI di Catanzaro con l’intento di voler garantire ai numerosi turisti ed escursionisti una gradevole fruizione dei percorsi.
La presidente regionale del Cai Calabria Mariarosaria D’Atri è molto contenta di questo risultato: “Sono molto soddisfatta sia dell’operatività dei miei soci, sia degli ottimi rapporti che intercorrono con le istituzioni locali, che hanno dimostrato una elevata sensibilità alle tematiche che l’associazione persegue. Mi auguro ovviamente che i rapporti di collaborazione divengano sempre più intensi e duraturi nel tempo”.
Il Parco della Biodiversità Mediterranea racchiude una grande e eterogenea bellezza. Custodisce una ricca fauna con esemplari di falco pellegrino, grifone del Pollino e aquila delle steppe. Presenti anche gli scoiattoli e perfino pappagalli. Varie specie di pino e querce dominano il territorio, accanto alla yucca e al ciliegio. All'interno dell'area anche il “Parco internazionale della scultura”, vero gioiello e ragione di prestigio per Catanzaro. Lungo i sentieri è possibile incontrar poi il Cras (Centro Recupero Animali Selvatici), i ruderi di vecchi mulini, la torretta di ispezione del vecchio acquedotto e un centro ippico. L'acqua dà vita a canyon, cascatelle e a un laghetto. Bellissimi i panorami come quello che dà la possibilità di ammirare il tracciato delle ferrovie calabresi.

Valerio Castrignano

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