La Foresta demaniale di San Gerbone sui Monti della Laga

Pubblichiamo il resoconto dell'escursione di domenica 9 febbraio del CAI Teramo inviatoci dal referente di Federparchi per l'Abruzzo Filippo Di Donato

I Monti della Laga in inverno

La legge tutela i boschi con tutti i suoi abitanti: alberi, arbusti e piante erbacee. Chi danneggia le piante incorre in un reato punibile. Il valore di un bosco è incommensurabile, dal paesaggio, alla biodiversità, al clima, alla stabilità dei versanti, alla regolazione delle acque. Molte le tradizionali attività dell'uomo collegate ai ritmi e alle produzioni del bosco.

I Monti della Laga sono il regno delle rocce impermeabili, con i potenti banconi di arenarie, i pendii ripidi e le valli strette, segnate da ruscellanti e rapidi corsi d'acqua. Nel cuore dell'Appennino la natura ha dato origine ad estesi ed importanti boschi, raggiungibili con fatica, ma in grado di premiare ogni sacrificio.
Con il CAI di Teramo in escursione a febbraio nella Foresta di S. Gerbone, sui Monti della Laga, iniziando con il sentiero delle abbarbicate case di Pietralta, a poca distanza dalla località il Ceppo.
In Italia sono molti i boschi d'eccezione con alberi di pregio. La Foresta di San Gerbone, rientra tra i boschi vetuisti, riconosciuti tali per il valore scientifico e di prestigio, determinato dalla somma di diverse condizioni e caratteristiche che si osservano lungo gli oltre 20 km di escursione.

Agli occhi si rivela un particolare ambiente montano con presenza di alberi di notevoli dimensioni, di alberi a terra, con una successione di Habitat, dove l'acqua governa e plasma il territorio, rende argentee le grandi e solcate superfici rocciose che brillano al sole, riesce ad erodere i terrazzi argillosi, rumoreggia in alte e luminose cascate, origina corsi d'acqua che vanno attraversati e a volte guadati con attenzione. Tutto abilmente documentato dai fotografi escursionisti del gruppo. E poi salendo la neve che ammanta e gela ogni cosa, dai lucidi steli ai rami protesi. Una successione di situazioni termiche, di colpi di luce, di paesaggi mozzafiato. Dal calore umido delle basse vallate, gravide ancora di cupi colori, dove comunque già si affacia la primula, al rigore netto e terso che spazza le creste e staglia le sagome degli alberi. La sosta al Rifugio S. Gerbone con il fuoco nel camino sotto l'annessa tettoia, acceso a riscaldare la vivace compagnia.

L'importanza del Bosco e degli animali che vi trovano rifugio, si somma a quella dell'acqua e dei residenti: Pastori, carbonai, boscaioli, cercatori di funghi...
Ci troviamo nel Parco nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, in una reltà vulnerabile ed emarginata, con pochi servizi e pochi abitanti ancora tenaci, un economia marginale e di nicchia (eppure la Laga è rinomata per i porcini), un turismo tutto da iniziare, con paesi da promuovere e rendere accoglienti ed una strada di accesso da migliorare, sia nel fondo ma almeno nella segnaletica notturna.

Non è un caso che il CAI di Teramo abbia recentemente stampato la Carta dei Sentieri dei Monti della Laga, per aiutare gli escursionisti a muoversi in queste zone mai da sottovalutare nel pericolo, per rilanciare il pregio di luoghi montani, di località e di paesi poco noti eppure così songolari.

Filippo Di Donato

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