"Montagne in Comune" a Colleferro si conclude con una storia d'amore e alpinismo

Giunge al termine un anno in cui il Cai ha permesso a una cittadina industriale poco sopra il livello del mare di sfiorare le vette più ambite e sublimi dell’alpinismo mondiale

26 novembre 2019 -  Il progetto “Montagne in Comune” infatti, ha portato Colleferro, cittadina industriale appena sopra il livello del mare, a sfiorare le vette più ambite e sublimi dell’alpinismo mondiale. Il connubio fra Comune e Club Alpino Italiano Sezionale e Regionale, da subito accolto dal Sindaco Pierluigi Sanna è stato fortemente voluto dal sottoscritto Presidente del Gruppo Regionale Cai Lazio Amedeo Parente, allora Presidente della Sezione di Colleferro ora rappresentata da Bruno Massimei, ed è stato sviluppato grazie al contributo di Umberto Bernabei, Referente del Gruppo Cultura Gruppo Regionale Cai Lazio, e Benedetta Siniscalchi Referente della Commissione Cultura della Sezione Cai di Colleferro e consigliere comunale nell’attuale amministrazione di Colleferro.
L’obiettivo è stato narrare la montagna, luogo sia reale che metafisico da vivere in infiniti modi in un percorso inizialmente fisico e sensoriale che diventa poi interiore, etico ed educativo. Per farlo è stato predisposto un percorso culturale all’interno del Cai, che fa degli ideali più nobili di servizio e gratuità le sue basi statutarie. Il Club Alpino Italiano proprio in questo anno ha compiuto i suoi primi 25 anni dalla fondazione nella nostra cittadina, sebbene documenti di cui si attendono conferme ufficiali, ne attestino la presenza sul territorio già dagli anni ‘40, per volontà stessa della famiglia Parodi.
La città di Colleferro, insignita del titolo di Città della Cultura Lazio 2018, necessitava di spunti e iniziative che dessero seguito alle proposte dell’anno precedente: su queste basi si è sviluppato il progetto che partendo dalla cultura della montagna diventasse potente strumento di incontro e di sensibilizzazione alla cura ed alla crescita del territorio.
Per sostenere un cantiere così impegnativo è stato necessario avvalersi di partner fidati quanto preziosi: la XVII Comunità Montana dei Monti Lepini, che con il suo Presidente Fabrizio Di Paola, da anni ormai collabora con il Cai per valorizzare e promuovere la ricchezza del patrimonio culturale e montano dei Lepini, e poi Italcementi, industria storica del territorio cittadino.
L’anno si è aperto con il convegno “La Conquista del Cielo” nel prestigioso Auditorium Morandi della Avio: un lavoro a più mani sviluppato con il fondamentale contributo del Cai, del Gruppo Astrofili e di Avio, in cui ogni relatore ha approcciato il tema secondo sensibilità diverse. Centocinquanta spettatori attenti si sono lasciati rapire da parole e immagini, catapultati in un mondo sconosciuto e affascinante fra ascese e conquiste di vette, ricerca astronomica verso l’infinito e straordinarie sfide tecnologiche e ingegneristiche.
Colonna portante di questo percorso è stato “Montagne di Libri” una serie di incontri itineranti tra la biblioteca comunale e le librerie cittadine in cui chiunque lo volesse era invitato a presentare un libro che avesse per tema l’alpinismo, l’esplorazione e l’avventura. Grazie al contributo dei nostri lettori, leggendo passi meravigliosi, siamo saliti sul Monte Ventoso insieme a Petrarca, abbiamo rivissuto le imprese di Mallory, conosciuto il Pacific North Trail con il libro Wild.
Marzo è stato il mese dedicato alla fotografia con un bellissimo corso tenuto da Luigi Tassi, grande fotografo naturalista, che ha insegnato a cogliere i momenti e i colori della montagna. A fine estate il rinnovato mercato coperto multimediale ha ospitato “DocuMercato”, una settimana di film/documentari, patrimonio della cineteca del Cai, che dallo schermo, ha trasportato gli spettatori su montagne meravigliose e a rivivere le imprese eccezionali dei più grandi alpinisti. Non è mancato nemmeno l’aspetto inclusivo in questo percorso: con le giornate “Montagna per tutti” si è offerto ai più piccoli ed alle persone con difficoltà motorie, l’opportunità di scoprire la montagna anche su ruote, grazie al sentiero LH “Anello di Selena”.
L'ultimo weekend è stato la degna chiusura di questo anno intenso in cui Colleferro, città industriale, città dello spazio, è diventata città della montagna. Sabato il sindaco ha premiato il Cai nell'Aula Consiliare del Municipio di Colleferro, per il traguardo dei 25 anni di attività: un momento molto intenso che, grazie al contributo di figure storiche quali Nicola Caruso e alla mostra fotografica organizzata per tale occasione, ha ripercorso i passi di questa associazione, ricordandone le persone e i momenti più significativi. La serata si è conclusa nella chiesa di San Bruno con le straordinarie voci del Coro Cai di Frosinone, che da trent'anni continua a diffondere le note solenni e struggenti dei canti degli alpini e della tradizione montana.
Domenica si è aperta con l’inaugurazione della nuovissima parete di arrampicata installata all’interno del palazzetto dello sport di Colleferro,  un dono dell’amministrazione messo subito in funzione grazie al contributo del Corpo Nazionale del Soccorso Alpino e Speleologico. Nel pomeriggio il programma si è concluso con Nives Meroi e Romano Benet, due straordinari alpinisti uniti da una profonda comunione nella vita e in montagna. Sono conosciuti nel mondo per aver conquistato in coppia tutte le 14 vette al di sopra degli 8000 metri senza mai ricorrere all’uso di ossigeno o di portatori sherpa. La loro cordata si è distinta non solo per la straordinaria impresa alpinistica, quanto per il coraggio e l’amore con cui Nives ha rinunciato al titolo di prima donna al mondo ad aver completato tutte le 14 vette più alte del mondo per sostenere la sfida più importante di Romano, colpito improvvisamente da una malattia tremenda che lo ha costretto a terapie estenuanti e a due trapianti, oltre che a una sosta forzata di 5 anni. La voce narrante di Nives è stata un’autentica gioia per una platea gremita e desiderosa di racconti e di montagna. Dal palco, con i loro sguardi, con le loro imprese hanno inviato un messaggio chiaro e inconfutabile: non si vince mai da soli e talvolta la vittoria passa dalla apparente rinuncia della vetta.
Il progetto è stato un esempio importante di sinergia e di condivisione tra Cai sezionale, Amministrazione Comunale e GR Cai Lazio; da questa esperienza nasce un invito forte a tutti i Soci ed a tutte le Sezioni: progettate cultura e condividetela in maniera sinergica. Benedetta Siniscalchi Referente del Gruppo Cultura Sezionale del Cai è stata il propulsore instancabile ed entusiasta di tutto il progetto mantenendo con sorriso e fermezza tutti i rapporti con istituzioni e sponsor. Umberto Bernabei referente del GR Cai Lazio ha dato contenuti e profondità agli eventi come da mandato del Consiglio Regionale ma con una passione e un coinvolgimento che trasmette solo chi vive profondamente il valore di associazionismo. Entrambi si dicono molto soddisfatti da questa esperienza, impegnativa ma assolutamente appagante, pioniera di progetti futuri sezionali e regionali.
Andare in montagna, come per mare, regala alla mente l’esperienza di una dilatazione temporale, una modifica dello scorrere del tempo guidata proprio dall’intensità e dalla forza delle emozioni provate. Chi della montagna vede il cuore, vuole condividerlo. Raccontare la montagna educa ad alti valori, quelli su cui affonda le sue radici il Cai: diffonderli e promuoverli darà alla nostra associazione ed alla società che stiamo costruendo un futuro migliore.
Il Presidente Regionale Cai Lazio Amedeo Parente

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