"Montagna in sicurezza - Il soccorso in ambiente alpino": se ne è parlato a Trieste in una serata della Scuola di scialpinismo "Città di Trieste"

Il CNSAS FVG ha fatto tappa a Trieste nel suo tour della regione, realizzato in collaborazione con le Sezioni CAI, fornire utili informazioni su comportamenti e luoghi a rischio, sulla gestione delle emergenze e sul soccorso in ambiente montano.

Un momento della serata (foto R. Valenti)

16 febbraio 2018 - La Scuola di scialpinismo "Città di Trieste", scuola intersezionale dell'Alpina delle Giulie e della XXX Ottobre, in queste settimane impegnata nel 39° corso di scialpinismo base (SA1) e nel 6° corso di alta montagna (SA3), ha aperto l'attività didattica a fine gennaio con una serata dedicata alla sicurezza in montagna organizzata insieme al Soccorso Alpino e Speleologico del Friuli Venezia Giulia.

Tappa triestina di una serie di incontri che il CNSAS FVG da mesi sta portando avanti in tutta la regione con la collaborazione delle sezioni CAI, al fine di fornire utili informazioni su comportamenti e luoghi a rischio, sulla gestione delle emergenze e sul soccorso in ambiente montano, la serata ha visto la partecipazione non solo di corsisti e soci, ma anche di tanti appassionati frequentatori delle terre alte.

Ai saluti del direttore della scuola, Enrico Viatori, e dei rappresentanti sezionali Mario Privileggi, past president e consigliere della SAG, e Fulvio Lachi, vicepresidente della Trenta, è seguita l'introduzione, con un excursus nella storia del Soccorso alpino locale arricchito di ricordi e aneddoti, di Maurizio Fermeglia, rettore dell'Università degli Studi di Trieste, accademico del CAI, che per anni è stato volontario CNSAS, ricoprendo anche il ruolo di capostazione a Trieste e di delegato regionale, e istruttore di alpinismo e scialpinismo, nelle cui vesti ha sempre dato forte impulso proprio ai temi legati alla sicurezza.

Se prevenzione e sicurezza sono alla base di tutte le attività e di tutti i corsi del CAI, come ha sottolineato Walter Gerbino, istruttore di lungo corso della scuola, esiste sempre una percentuale di rischio non eliminabile – il cosiddetto 'rischio residuo' – e quando qualcosa non funziona entra in campo il Soccorso Alpino.

Sergio Buricelli, vice presidente del CNSAS FVG, ha illustrato al pubblico gli ambiti di intervento e l'articolazione del Soccorso Alpino e Speleologico, che in Friuli Venezia Giulia può contare su 360 volontari con varie professionalità messe a disposizione del servizio, mentre dell'esperienza del territorio e di elisoccorso hanno parlato Gabriele Pellizzer, capostazione di Trieste, e Adriano Rinaldi, medico e soccorritore.

Oltre che agli interventi di ricerca in caso di valanga, ampio spazio è stato dato a GeoResQ, l'app sviluppata dal Club Alpino Italiano insieme al CNSAS, scaricabile sul cellulare e gratuita per i soci CAI. Simone Marcuzzi, vice delegato regionale per il Soccorso Alpino nonché istruttore nazionale di Unità cinofile, ha spiegato le varie funzionalità dell'applicazione, portando esempi di intervento in cui il suo utilizzo è stato importante per l'esito positivo e prospettando possibili futuri sviluppi dell'applicazione stessa.

La tempestività è determinante negli interventi di soccorso e GeoResQ, grazie al sistema di geolocalizzazione, consente di fornire le coordinate della propria posizione in caso di emergenza, permettendo il rapido invio degli aiuti sul luogo. Se preparazione, conoscenza ed esperienza rimangono fondamentali, “GeoResQ costituisce quel tassello in più” nell'ambito dell'articolato puzzle che rappresenta la sicurezza quando si va in montagna.

Giuliana Tonut
Ufficio stampa CAI FVG

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