Memento mori: e Rossano vince la partita con il Badile

Rischi estremi per l’alpinista valtellinese in solitaria sulla nord est

La parete e la via ripetuta in solitaria da Rossano Libera

Fino a che punto è lecito rischiare in alpinismo? L’agomento è di attualità, con la recente nascita dell’Osservatorio della libertà in contrapposizione con la cosiddetta civiltà della sicurezza. Il nuovo capitolo di questa corsa al rischio (calcolato?) si chiama non a caso “Memento mori” (“Ricordati che devi morire”), il nome con cui è stata battezzata la via considerata più allucinante sulla parete nord est del Pizzo Badile in Val Bondasca (Cantone dei Grigioni): quella che la solca nel mezzo e che venne tracciata dal 24 al 26 agosto 1980 dai cecoslovacchi Josef Rybička, Jan Šimon e Ladislav Škalda. Una scalata prima tra enormi strapiombi, da cui la ritirata diventa presto impossibile, e poi verso il catino sommitale della Nordest, dove alle difficoltà si aggiunge la minaccia delle scariche. Rossano è passato lassù da solo, tra il 17 e il 18 luglio: il primo giorno salendo soltanto poche lunghezze, in complicata scalata artificiale (A3), e il secondo puntando decisamente alla vetta per realizzare un sogno a cui, in verità, pensava da venticinque anni.

E’ ANDATA BENE! “Mai fatto niente di simile”, racconta Libera ancora preso dall'emozione. “Su quella via la tensione è costante, dal primo metro all'ultimo: la roccia è cattiva, si sfalda e poi dall'alto arriva di tutto. In un paio di occasioni mi sono visto davvero male...Tentare d'inverno, quando il gelo blocca le rocce? Di sicuro un'avventura ma non la stessa cosa: perché ‘Memento mori’ è tale soltanto d'estate, mettendosi nelle medesime condizioni dei primi salitori. Dopo la solitaria invernale della Cassin, dopo tutti quei tentativi e bivacchi, ho provato una sorta di repulsione nei confronti del Badile. Ultimamente però, grazie al lavoro di guida, mi sono riconciliato con la grande montagna e pochi giorni fa ho sentito di nuovo il richiamo... Ecco, pensatela come volete, ma il Badile mi chiamava ed ero sicuro che mi avrebbe lasciato passare”.

ORGOGLIO. Per la cronaca, la solitaria di Libera è soltanto la seconda ripetizione assoluta di ‘Memento mori’ dopo quella invernale firmata nel 1982 dai cecoslovacchi František Bauer e Jan Doubal. In un comunicato l’azienda CAMP si dice orgogliosa di poter annoverare l’alpinista valtellinese tra i propri testimonial, a cui vanno i più grandi complimenti per questa salita!

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