Manolo protagonista della serata conclusiva del Festival “La magnifica Terra”

Sabato 26 luglio a Bormio consegnate la Pigna d'Oro al Touring Club, le tre Pigne d'Argento e i Premi di solisarietà alpina. La manifestazione è stata patroncinata dal CAI.

Manolo riceve la Pigna d'argento

E' stata una serata interessante, partecipata e coinvolgente quella di sabato 26 luglio alla sala Terme di Bormio, degna conclusione dell'edizione 2014 del Festival “La magnifica terra” (patrocinato dal CAI).

Alle 21 l'evento si è aperto con la consegna delle Pigne, quella d'oro destinata  ad una personalità o a un Ente di spicco del mondo culturale e naturalistico, e quelle d'argento destinate ai protagonisti che si sono maggiormente distinti, durante l'ultima annata, sul portale web Alpinia.net.

La Pigna d'oro di quest'anno, dopo l'edizione 2013 conferita al CAI per il 150° anniversario, è stata assegnata al Touring Club Italiano, con la seguente motivazione: nato per opera di un gruppo di giovani appassionati nel 1884, il Touring Club Italiano ha di fatto inventato il turismo in Italia. Le sue cartine, le sue guide, le vie segnate e le sue riviste hanno fatto scoprire e amare il turismo a milioni di italiani. I suoi soci e la sua presenza nel nostro territorio sono punti di riferimento per esso. La promozione del turismo, la salvaguardia dell'ambiente, la diffusione delle conoscenze e di una cultura consapevole e responsabile del viaggio sono i valori permanenti di questo ente benemerito.

Le Pigne d'argento sono state conferite a Ediciclo Editore (miglior editore di montagna dell’anno), Mick Conefrey (miglior libro dell'anno a soggetto di montagna) e Maurizio Zanolla "Manolo” (carriera alpinistica ed editoriale). Infine i Premi di solidarietà alpina sono stati vinti da Sergio Martini e Mario Corradini (per leggere tutte le motivazioni: http://www.lamagnificaterra.org/2014/premio_alpinia.html).

E' stato comunque Manolo il protagonista della serata: il grande rappresentante dell'arrampicata libera è stato a lungo al centro dell'attenzione sul palco, prima e dopo la proiezione del suo cortometraggio “Verticalmente Demodé” (premiato con la Genziana d'Oro del CAI al Trento Film Festival 2012).

Manolo ha raccontato di come anche lui inizialmente avesse provato a cimentarsi con l'alpinismo, “ma poi ho capito che non ero attirato da chiodi e staffe, preferivo salire sulle pareti in maniera totalmente libera”.
Un aneddoto interessante è la sua passione per la bicicletta, “infatti conoscevo Bormio e lo Stelvio soprattutto per le loro piste ciclabili. Questa è una passione che mi porto dietro fin da bambino, da quanto salii sul Monte Grappa con una gomma forata per assistere al passaggio del Giro D'Italia. Grazie alla bici ho potuto conoscere la montagna in maniera lenta, dove raggiungere un punto costava impegno e fatica”.

Manolo poi è passato al presente, alla nascita della sua passione per video e cortometraggi. “A un certo punto ho sentito il bisogno di trasmettere qualcosa agli altri, quello che provavo io durante le arrampicate. Così ho preso una vecchia telecamera e per la prima volta l'ho accesa e appoggiata a un sasso, in modo che mi riprendesse mentre ero all'opera. Volevo trasmettere la parte emotiva delle mie azioni, la mia volontà, la mia determinazione a riuscire ad arrivare in cima”. Guardare “Verticalmente demodé” rende sicuramente chiari questi concetti, più di mille parole.

Manolo ha concluso sottolineando come “avere al tuo fianco qualcuno che ti aiuta è importante, e io con questo film spero di aver lasciato qualcosa. La pellicola sintetizza un pezzo della mia vita da arrampicatore, basata, come si capisce chiaramente dal titolo, sull'attrazione nei confornti della verticalità".

Per vedere le foto della serata: https://www.flickr.com/photos/73952229@N07/sets/72157646032783773/

Lorenzo Arduini


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