Lunedì 28 ottobre si sono svolti i funerali di Franco Chierego: medico, sub, alpinista, sciatore, maratoneta e scrittore

Le esperienze di una vita scandita da movimento e forti emozioni il cui spirito ne era sempre alla ricerca

Franco Chierego

Il prof. Franco Chierego è partito per un'altra avventura dalla quale non tornerà più. Purtroppo la morte, da lui arrisa più volte durante le tante spedizioni intraprese in ogni parte del mondo, questa volta non l'ha risparmiato: è mancato il 25 ottobre, dopo una malattia che ha avuto ragione della sua forte fibra.

La sua lunga vita è stata intrisa da tre passioni: la montagna, la famiglia, e l'impegno di medico che lo aveva portato a conseguire la libera docenza in urologia presso l'università di Modena. Elencare tutte le sue avventure sarebbe troppo lungo e forse anche difficoltoso: ci basta ora ricordare quanto l'alpinismo italiano, e il C.A.I. in particolare, devono a lui.

Ancora giovane, divenuto provetto alpinista, si adopera perché anche a Verona, sulla falsariga di quanto era avvenuto in altre città alpinisticamente più evolute, si costituisse una scuola di Alpinismo: nasce così (1952), la "Gino Priarolo" che, da allora e fino ad oggi, è stata punto di riferimento per migliaia di neofiti desiderosi di affrontare la montagna in sicurezza.

Divenuto Istruttore Nazionale, accentua il suo impegno alpinistico e organizzativo che lo porta al vertice della Commissione Nazionale Scuole di Alpinismo del Club Alpino Italiano: Commissione da lui presieduta per ben 18 anni. E poi parte per altre avventure assieme ai più famosi alpinisti: da Riccardo Cassin, a Walter Bonatti, da Carlo Mauri, a Cirillo Floreanini, da Giancarlo Biasin a Cesare Maestri.

Eccolo quindi in Himalaya, in Pakistan, in Afganistan, in Sud America: saranno infine ben 13 le spedizioni alle quali parteciperà.
Non trascura però il mare: e così affronta senza alcun timore le immersioni archeologiche in varie parti del mondo. Un uomo buono e alla buona: ha lasciato in tutti noi che l'abbiamo avuto come maestro, amico e compagno di cordata, un'infinita tristezza.

A tutti i suoi famigliari vada il nostro più affettuoso abraccio.
Ezio Etrari - CAI Verona, GISM

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