Lo sviluppo urbano sostenibile grazie ai parchi

Mercoledì 9 ottobre si è svolto il convegno di Corona Verde al Castello della Mandria, nel Parco regionale della Mandria a Torino con la partecipazione della Commissione della tutela ambiente montano del CAI

il parco ed il castello della Mandria

Buona riuscita del convegno del giorno di mercoledì 9 ottobre, che si è svolto al Castello della Mandria nel Parco regionale della Mandria a Torino. Organizzato da “Corona Verde”, l'incontro è stato e sarà d'aiuto per trovare la formula ideale allo sviluppo urbano sostenibile, grazie alla fruizione dei parchi che sono polmone e vita del nostro territorio. I lavori si sono aperti con la segretaria tecnica di “Corona Verde” che in maniera esaustiva ci ha illustrato tutta una serie di interventi atti a riavvalorare il fenomeno “Parco” nelle opportunità della nuova programmazione europea del sessennio 2014 -2020. Discorso avvalorato dal direttore tecnico delle attività produttive della “Regione Piemonte”.

A seguire vi è stato l’intervento Davide Reina, professore della SDA Bocconi e autore di “Green Web Economics” che tra le altre sue osservazioni, ha fatto rilevare come in Italia si impieghi troppo tempo per realizzare un’opera importante come questa dei “Parchi” e come ci si blocchi davanti ad un progetto in cui si crede, ove vi siano difficoltà a reperire i fondi per attuarlo, senza neppure cercare risorse alternative. Il ruolo dei parchi per lo sviluppo sostenibile del territorio metropolitano e provinciale è stato ben descritto da Laura Castagneri, attuale direttrice del “Parco Alpi Cozie”, istituito come nuovo Ente di gestione delle Aree Protette, che subentra per funzioni e competenze a molti parchi naturali del nord italia.

Gli ultimi interventi, sono stati quelli tenuti da Stefano Benvenuti dell’Università di Pisa e Beti Piotto, ricercatrice dell’ISPRA che hanno mostrato alcuni esempi visivi del verde spontaneo come congiunzione tra il paesaggio naturale e quello antropizzato, con recupero di ambienti denaturalizzati come le discariche, le cave abbandonate e terreni con inceneritori. Le specie autoctone di fioritura reinserite in questi contesti sono state una visione davvero confortante, allargata alla fioritura su molti tetti di caseggiati.

Un ricco buffet è servito da intervallo prima che avesse inizio l’interessante dibattito propositivo e di confronto avvenuto nel pomeriggio ove enti, professionisti, associazioni a protezione dell’ambiente, il Club Alpino Italiano con la commissione della tutela ambientale, che hanno espresso il loro parere sulle progettualità da attuarsi nei parchi, visti con l’ottica di chi opera a stretto contatto con queste realtà territoriali.

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