L'Istituto Patini Liberatore di Castel di Sangro protagonista del progetto "Italian Mountain lab"

Studenti e insegnanti, dopo il primo Hackathon della montagna per le scuole a Cime a Milano 2017, hanno partecipato alla Summer School in Adamello. A ottobre Greta Cipolla, con la docente Alba Scannella, andrà in Nepal con il suo gruppo di lavoro.

Summer School in Adamello

10 luglio 2018 - L'Istituto Patini Liberatore è stato protagonista, lo scorso dicembre a Milano, del primo Hackathon della montagna degli studenti italiani nell’ambito dell’International mountain day.
Un gruppo di 6 studenti dell’Istituto (Aaron, Vincenzo, Pantaleo, Lorenza, Greta e Chiara) ha partecipato a Milano presso l’Università Statale al primo hackathon sulla sostenibilità e imprenditorialità delle aree montane.

Saper leggere le montagne per scoprire le opportunità imprenditoriali che offrono. La possibilità di inventarsi un lavoro, di costituirsi in start up. Propositivi e attivi gli studenti abruzzesi del Patini Liberatore: hanno interagito in modalità peer to peer con i colleghi lombardi, piemontesi, laziali, campani, emiliani e veneti provenienti dai territori montani dell’arco alpino e prealpino.

Una grande scommessa quella del MIUR di attivare giovani talenti da coltivare al fine di sviluppare in modo del tutto innovativo lo sviluppo di Alpi ed Appennini come patrimonio da difendere, da conoscere e da valorizzare. Gli studenti si sono sfidati su progetti/proposte sostenibili, fattibili e comunitari.

Greta Cipolla, studentessa della classe quarta del Liceo scientifico, opzione scienze applicate, volerà con la docente Alba Scannella e il suo gruppo di lavoro in Nepal per partecipare a un progetto di cooperazione internazionale con studenti nepalesi. Questo il premio per la squadra vincitrice che ha lavorato al progetto “Associazione safe peack”, finalizzata alla sensibilizzazione della sicurezza in montagna.

“Una straordinaria esperienza – afferma la prof.ssa Alba Scannella, coordinatrice dell’azione e socia CAI sezione di Castel di Sangro - che ha permesso ai nostri studenti che vivono pienamente la realtà territoriale montana di confrontarsi con colleghi delle altre realtà montane alpine”.
“Un vortice di idee innovative da poter riportare nel nostro comprensorio – aggiunge la dirigente Cinzia D’Altorio - Un vortice di idee partite da noi condivise ed apprezzate dai partner”.

All'interno del progetto Italian Mountain Lab (progetto FISR, Fondo integrativo speciale per la ricerca del MIUR, capofilato da UNIMONT in partnership con l'Università degli Studi del Piemonte Orientale e l’Università degli Studi della Tuscia), nell'ambito delle attività di didattica e di network, dal 14 al 17 giugno 2018 si è svolta la prima Summer School presso il Rifugio Garibaldi all’Adamello, in Alta Vald’Avio, ValleCamonica (BS).

Oltre 30 partecipanti, tra studenti e docenti delle scuole superiori di 10 regioni italiane, vincitori del primo hackathon della Scuola Italiana sulla Montagna, che insieme a studenti e docenti dell’Università della Montagna, sono stati coinvolti in un laboratorio di formazione.

Dall'energia idroelettrica, alla Grande Guerra, dalla Biologia vegetale e animale al Climate Change: queste sono state solo alcune delle attività didattiche su cui hanno lavorato i partecipanti della Summer School, con l'aiuto di professionisti ed esperti delle Università coinvolte. Una proposta originale di "didattica e formazione in quota", a contatto diretto con le montagne e le sue peculiarità, per sviluppare ed accrescere la sensibilità dei docenti e degli studenti verso le opportunità delle aree montane a livello locale, regionale e nazionale.

Infine, anche in questa occasione UNIMONT ha promosso una sinergia con il contesto internazionale: durante la Summer School si è discusso anche di Nepal e di ambiente ambiente himalayano. Il prossimo appuntamento con i mountainhackers italiani sarà, come accennato sopra, sulle terre alte del Nepal: una missione autunnale (5-16 ottobre) insieme ai colleghi di Kathmandu e Pokhara per continuare il processo di dialogo e scambio con le comunità che vivono la montagna e allargare il raggio di collaborazioni, coinvolgendo tutti i soggetti e gli attori di queste terre alte.

Prof.ssa Alba Scannella
Referente del Progetto
Socia CAI sezione Castel di Sangro  

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