Liguri Apuani Manaslu 2013, 46 giorni sul tetto del mondo

Lunedì 21 ottobre a La Spezia i protagonisti hanno raccontato il loro viaggio organizzato per celebrare il 150° CAI

Un momento della spedizione

Quarantasei giorni sul tetto del mondo: un'esperienza indimenticabile quella vissuta dai componenti della spedizione alpinistica dei Liguri-Apuani Manaslu 2013, destinata a rimanere nella storia.

Agonismo, cultura, botanica, rischio, entusiasmo, scambio, apprendimento, gastronomia sono solo alcuni degli elementi di questa avventura sotto zero, che se non è culminata come nelle aspettative con la conquista dell'ottava vetta del mondo - obiettivo saltato a causa delle proibitive condizioni meteorologiche - ha comunque visto questi alpinisti riuscire in un'impresa mai tentata prima da una squadra proveniente dal territorio ligure - apuane.

L'entusiasmo, ma anche l'emozione, riaffiorano negli occhi di chi è riuscito ad arrivare comunque fra i 6800 (quota del campo 3) e i 7500 (campo 4) metri di altitudine: le fotografie, proiettate durante la conferenza stampa di chiusura, scattate dal gruppo - sostenuto da Consorzio Il Cigno, Cai, Esercito Italiano e Corpo Forestale dello Stato - raccontano di un mondo sospeso, lontano dalla nostra immaginazione.

Paesaggi incantati dove la neve, il freddo, le salite impervie, pongono l'uomo di fronte ai propri limiti, spingendolo all'intima conoscenza di sé. Ma la montagna, non è soltanto mettersi alla prova: come hanno ricordato il caposquadra Fabrizio Molignoni, il vice Edoardo Rixi e altri due dei componenti presenti, Lorenzo Ratti e Maurizio Cattani, le alte quote uniscono, ed è all'insegna dell'amicizia e della condivisione con altre spedizioni, che questo mese e mezzo sulla montagna dello Spirito è volato.

Un passo dietro l'altro, fra cene, ma anche la paura per un membro trasportato d'urgenza alle quote più basse a causa di un pericoloso principio di edema polmonare e la scelta, "una lesione, ma necessaria", ha ricordato Molignoni, di rinunciare alla vetta a causa del proibitivo bollettino meteo, proprio quando la tanto agognata cima sembrava ad un passo. Ci saranno altre avventure come questa? Per ora, nessuno si sbilancia. Ma intanto, di materiale e testimonianze ce ne sono a sufficienza per far sognare per mesi tantissimi appassionati e curiosi.

Fonte: La Nazione SP

Segnala questo articolo su:


Torna indietro