Le Cinque Terre, Lampedusa e i migranti

Pubblichiamo una nota del Parco delle Cinque Terre dopo le recenti tragedie subite dai migranti nel Mediterraneo

Il Parco delle Cinque Terre

Le Cinque Terre, con il suo Parco e gli abitanti, con le proprie municipalità e gli amministratori, sono vicini alla gente di Lampedusa e al sindaco Nicolini che continuano a prodigarsi e che sono offesi da queste morti assurde. La gente delle Cinque Terre é vicina agli sventurati che sono arrivati vivi e alle famiglie di quelle povere persone che sono arrivate senza vita. Come le donne e gli uomini ancora dispersi nelle ormai scure acque di quella bellissima
isola. Uno o dieci, cento o cinquecento, basta.

Le Cinque Terre sono vicine perchè sono un territorio da cui, nei momenti di difficoltà, i cittadini sono emigrati, in paesi vicini e lontani. Non affollavano barconi ma transatlantici, con biglietti di solo andata. Molto spesso la costa della Liguria che si allontanava era la loro ultima e nitida immagine che rimaneva impressa nella loro memoria.

Molto spesso la loro nuova casa è stata la Francia, la vicina Costa Azzurra, raggiunta con mezzi di fortuna. A faticare con umiltà, a fare lavori che altri non volevano fare. Oppure Sud o nord America, pur sempre dall'altra parte del mare. Noi dell'Oceano, loro del Mediterraneo.

Le genti delle Cinque Terre sono vicine e partecipano a questo dolore immenso perché il mare scorre nelle loro vene e il salmastro odora la loro pelle. I piroscafi su cui erano imbarcati i molti gregari e alcuni capitani erano il trampolino necessario per permettere alle famiglie un giusto sostentamento. Chi si avventura in mare lo fa per
continuare a vivere e non per morire. La gente, anche quella di terra, va in mare per accogliere e non per respingere.

Siamo vicini ai "migranti" perché vogliamo dare loro la libertà di non morire. E ai Lampedusani che meritano davvero, con il loro sindaco in testa, il premio Nobel per la pace, l'accoglienza e l'ospitalità.

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