L'arrampicata in Valle Orco e Gian Piero Motti protagonisti sul canale Youtube del Cai

Stasera all 21 la rassegna "La montagna a casa" propone il film "Itaca nel sole. Cercando Gian Piero Motti"

"Itaca nel sole"

24 aprile 2020 - Itaca nel sole. Cercando Gian Piero Motti è un film che presenta l'omonima via di arrampicata aperta sulle pareti di granito della Valle dell'Orco, legata all'alpinista, scrittore e filosofo della montagna Gian Piero Motti.

E' questa la proposta di stasera della rassegna cinematografica on line "La montagna a casa" del Cai (in collaborazione con Sondrio Festival, Museo della Montagna e Parco dello Stelvio). L'appuntamento è, come sempre, alle 21 sul canale Youtube del Cai.

Oggi pomeriggio sono poi in programma le repliche dei film di ieri sera: alle 17:30 Ciapin - Passi scolpiti nel vento, alle 18 Echilibru - Nella pelle dell'orso.

Qui sotto info e sinossi diItaca nel sole. Cercando Gian Piero Motti.

Venerdì 24 aprile ore 21    
Replica sabato 25 aprile ore 17:30    
Produzione: Stuffilm
Regia: Natale Fabio Mancari, Tiziano Gaia
Soggetto: Tiziano Gaia
Sceneggiatura: Tiziano Gaia, Fabio Mancari
Durata: 76’
Paese: Italia
Anno: 2018
Interpreti principali: Alessandro Gogna, Ugo Manera, Enrico Camanni, Guido Morello, Alberto Re, Andrea Gobetti, Piero Pessa e con Marzio Nardi, Cristian Brenna, Federica Mingolla.
Film realizzato con il sostegno di Film Commission Torino Piemonte, Montura, InMovimento,
Grivel
SINOSSI. Itaca nel Sole è una via di arrampicata aperta sulle pareti di granito della Valle dell’Orco, in Piemonte. Tra gli scalatori, la sua fama è dovuta non tanto alla pur notevole difficoltà tecnica, ma alla carica simbolica che ancora oggi, a oltre 40 anni dalla sua scoperta, fa presa su legioni di climbers ed appassionati. L’immagine di Itaca è legata alla figura di Gian Piero Motti. Alpinista, scrittore e filosofo della montagna, Motti ha incarnato i dubbi e le ansie di una generazione al bivio. Nato a Torino nel 1946, cresciuto negli anni incerti del dopoguerra, il giovane Motti si è avvicinato all’alpinismo respirando il clima rigido e severo delle scuole di arrampicata, dei miti eroici alla Giusto Gervasutti. Dopo il ’68 tutto è cambiato. Pur non coinvolto nelle forme più evidenti della contestazione, Motti ha elaborato una nuova visione della montagna, mescolando classicismo e ribellione, prestazione fisica e simbolismo, profondità e leggerezza. Alla sua personalità complessa e carismatica viene unanimemente riconosciuto un ruolo di maestro e precursore: il suo nome rimane scolpito non solo sulle pareti del Caporal, brillante risposta all’epopea americana del Capitan, ma soprattutto nei suoi scritti, a iniziare dalla monumentale, e tuttora insuperata, “Storia dell’alpinismo”. Muore il 21 Giugno 1983, a soli 37 anni.
LINK: https://www.youtube.com/watch?v=j-ef2prlems

Red

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