L’anno sociale del CAI Nuoro si è concluso nel cuore di Barbagia

120 escursionisti hanno partecipato al pranzo sociale di fine anno, preceduto da un'escursione che ha svelato i segreti dei siti archeologici della zona di Pradu, tra Montes e Orgosolo.

Un momento della giornata

14 dicembre 2018 - Sferza il vento sulla piana di Pratobello. Grumo di case rese ruinas dall abbandono. Villaggio fantasma con il campanile della chiesa sconsacrata a guardare come gigante ferito la piana e le storie di Gremanu, delle tombe, tel tempio, delle capanne circolari, dell’acquedotto di civiltà nuragica.

Strada verso Orgosolo, fila di macchine, 120 escursionisti, di matrimonio si tratta tra il CAI Nuoro e l'archeologia dei luoghi. Lembo di Barbagia interna, dicembre d'altura battuto dai freddi di tramontana. In 120 hanno risposto al nuovo format: pranzo sociale di fine anno ma preceduto da una escursione che sveli i segreti dei siti archeologici della zona di Pradu, tra Montes e Orgosolo.

Si ricompatta il gruppo sulla stradina che conduce alla vecchia chiesa di Santantiolhu. Piana ricca d'acqua, bosco di lecci secolari, scolpiti dai ruminanti, resi opere d arte ciascuno con la propria identità. Parcheggio a Spadulargiu. Pronto il professor Bannandria Piredda, studioso e cultore di archeologia, docente di Italiano e storia, con mario Bassu, profondo conoscitore di luoghi, storie, paesaggi del Supramonte Orgolese. Seguiamo le orme e la traccia di Pasquale Muscau, tra gli attivi protagonisti della giornata. Attraversiamo la piana. Greggi gravide nell’inverno pastorale orgolese. Bosco sino alle falde del monte Sirilò, 1135 slm.

Appare con tutta la sua carica di suggestioni, l'insediamento preistorico, immenso e collocato a tutela e controllo dell'intera area. Il neolitico, 3000/2500 avanti Cristo, con le tombe Domus de Janas, aggrappate alla roccia. E cosi manifestano ancora il profondo culto e rispetto dei morti e dell aldilà, di popoli che potevano contare solo sulle loro forze. La civiltà nuragica non le ha distrutte, anzi le ha racchiuse nel suo perimetro d intelligenza e di cultura, arricchendo il luogo di progresso con capanne circolari, attività manuali, manufatti in ceramica.

Popoli, come sottolinea nel suo calore espositivo, il professor Piredda, non chiusi su se stessi, ma aperti al mondo dell Italia etrusca, della cultura fenicia e greca, come testimoniano alcuni frammenti di un vaso attico a figure rosse, con scene di palestra riproducenti personaggi che stringono lo strigile. Il reperto proviene dagli scavi fatti nel villaggio nuragico databile IV.V secolo a.C. Fiumi e sorgenti nel pianoro garantivano vita e ricchezza. Vicinanza di conterranei, in epoca di pace, con il nuraghe Burdu e Dovilineo’, tombe di SaCarchera e Bentosu, fonte nuragica di Su Olosti.

Il monte di granito di Sirilò sembra modellato per la funzione di alimentare e proteggere un ricca civiltà in rapporto col mondo. Dalla cima punto di osservazione unico. Skyline del Marghine, Monte Gonare, Gennargentu, Corrasi, punta Solitta, Sa Pruna, Cantinarvu e Monte Novo, con Fumai e Mandreccaia. Gli escursionisti Cai ascoltano, ripercorrono sentieri antichi di memorie e di storia che ancora palpita da queste parti. Sino al rientro a Cuile Masonargia, lambito dal lago Olai, in una giornata di maestrale che offre squarci di blu e di sole di Barbagia interna.

Matteo Marteddu
Presidente CAI Nuoro

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