L'anello dei laghetti sul Gran Sasso: un'escursione tra i colori

Il verde dei prati, il blu del cielo, il viola dei crochi e i riflessi degli specchi d'acqua di origine carsica nell'escursione di un Socio CAI, con partenza e arrivo a Campo Imperatore.

Laghetti e panorami durante l'escursione

4 maggio 2018 - Avevo voglia di rilassarmi optando per i colori. Esiste una cura che gli antichi egizi mettevano in pratica circa seimila anni fa, la “cromoterapia ecologica”. In un’epoca di stress, il colore è un modo naturale per calmare il corpo, la mente, lo spirito. Con la cromoterapia, bisogna concentrarsi e contemplare quadri naturali come il cielo, i prati, i laghi.

Colori che trovo nelle escursioni in montagna. Il verde dell’erba, che ispira pace e tranquillità e rilassa la mente. Il blu del cielo e dell’acqua dei laghetti che trasmette calma e benessere.  In questa escursione ho trovato anche Il viola dei crochi, un colore che è un calmante mentale (da ricerche che ho fatto sembra che ha un altro “ingrediente…” aumenta il desiderio sessuale).

Ho scelto il Giro dei Laghetti, sono specchi d’acqua naturali. Alcuni sono perenni ed altri si formano solo in determinati periodi stagionali, per lo scioglimento delle nevi invernali. Tutti questi laghi sono di natura carsica e glaciale. Ho iniziato l’escursione dal Lago Racollo (1573 m) nell’altopiano di Campo Imperatore, descritto dal noto alpinista Fosco Maraini, il “Piccolo Tibet”. L’altopiano si trova nel Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga. Il lago Racollo si può raggiungere o dal borgo di Santo Stefano di Sessanio AQ (SP 97), o da Castel del Monte AQ (SR 17bis).

Iniziamo a camminare in direzione Ovest su una visibile carrareccia superando dolci colline e si arriva alla conca di Prato del Bove, dove c’è uno stazzo. Da qui si vedono i ruderi di Santa Maria del Monte. Si supera una sella ed ecco il convento Cistercense (1616 m) in una spettacolare posizione di assoluto predominio, fra i laghi Racollo e Passaneta. L’ampio panorama sull’altopiano e la catena del Gran Sasso è unico. Le tre vette del Corno Grande (la Vetta Occidentale 2912 m - la Vetta Centrale 2893 m - la Vetta Orientale 2903 m), Monte Aquila (2494 m), Vado di Corno (1922 m) dove inizia il sentiero del centenario, Monte Brancastello (2385 m), le Torri di Casanova (2362 m), Monte Infornace (2469 m), Monte Prena (2.561 m), Monte Camicia (2564 m) e ad Est il Monte Bolza (1927 m).

Santa Maria del Monte fu edificata nel XIII secolo, certamente dopo l’anno 1222 quando fu costruita l’abbazia di Santo Spirito di Ocre, alla quale apparteneva. C’era una volta una tabella con la descrizione della sua storia, utile agli escursionisti, oggi non c’è più: qualche imbecille si sarà divertito a farla sparire. Seguitiamo il nostro cammino scendendo al lago di Passaneta (m 1560), luogo solitario con un piccolo stazzo in muratura. C’erano bovini al pascolo. Si continua per la pianeggiante valle fino al lago di Barisciano (1600m). C’è un rifugio/stazzo arredato e ben custodito.

La speranza è che non venga rovinato dagli escursionisti-vandali.  Si comincia a vedere il Guard Rail della (SR17 bis) che collega Fonte Cerreto a Campo imperatore. Per raggiungerla c’è una salita e ci fermiamo per ammirare il lago della Fossetta. È fatto da un cerchio ed un trapezio… sembra una bambola…! Si procede sulla strada ed arriviamo al cartello che indica “Fossa Paganica” (1765 m). Sul passo c’è una targa per ricordare il corridore Marco Pantani che vinse la tappa dell'88esimo giro d'Italia da Pescara a Campo Imperatore nel 1999.

Scendiamo ai resti in muratura del complesso turistico abbandonato di Campo Nevada, (1715 m) dove in bella mostra ci sono anche i vecchi impianti di risalita a Monte Cristo (1928 m). Sulla cima c’è l’abbandonata stazione di arrivo dello skilift che proviene da Campo Nevada. Attraversiamo il pianoro della Fossa di Paganica, un bacino carsico, parallelo alla strada SR 17 bis e vediamo un piccolo lago (1680 m). Due lepri ci attraversano la strada ed all’improvviso il cielo sopra le nostre teste diventa nero. Centinaia di corvi neri, schiamazzanti e spaventati per la vista di una poiana o aquila? Dall’apertura alare e lunghezza del corpo doveva essere l’aquila.

Arriviamo a San Egidio (1695 m) dove c’è un edificio ristrutturato costruito vicino a dei ruderi. L’idea era di arrivare al lago di Pietranzoni sulla SR 17 bis che sale a Campo Imperatore, dove si riflettono il Corno Grande, Monte Aquila, Vado di Corno e il Monte Brancastello, un lago molto fotografato. Però dopo un chilometro, la stanchezza stava avendo il sopravvento, quindi abbiamo rigirato per tornare al lago Racollo e chiudere l’anello. È importante mettere in evidenza che tutto il percorso è stato colorato dal viola dei crochi “Crocus vernus”. Il nome comune (zafferano selvatico). Questo fiore ha anche un intenso profumo.

DISTANZA 19 KM
TEMPO 6 ORE
DISLIVELLO 400 m
DIFFICOLTA’ E

Le foto sono visualizzabili qui.

Luciano Pellegrini

Segnala questo articolo su:


Torna indietro