L'Alpinismo giovanile del CAI Acirelae alla "Festa dei Bambini" di Pennisi

Laboratori e attività a tema montagna nella quarta edizione della festa nella frazione colpita dallo sciame sismico a Natale 2016, che causò danni e sfollati.

Un momento della giornata

18 giugno 2019 - Sabato scorso l’alpinismo giovanile della sezione di Acireale del Club Alpino Italiano ha partecipato alla quarta edizione del festival dei bambini presso la piazza di Pennisi, una frazione di Acireale colpita dal sisma di S. Stefano del 26 dicembre 2018. L’evento ha avuto il duplice scopo di regalare una giornata di allegria a tutti i bambini e far sentire la vicinanza della città di Acireale alle famiglie terremotate

I soci Rosaria Condorelli e Roberto Sorbello hanno insegnato ai bambini come si costruisce e come si fa volare un aquilone, Salvo Rapisarda ha curato un poster sul sisma di S. Stefano del 26 dicembre 2018 e la faglia di Fiandaca, l’aquilotto Enrico Cucuccio con l’aiuto degli accompagnatori ha realizzato le grotte di cartone con percorso per piccoli speleologi.

Hanno fatto da cornice all’evento: il laboratorio della cartapesta per la realizzazione di maschere di carnevale, quello della “ coriandolata ” per realizzare composizioni con i coriandoli e la sabbia vulcanica e infine quello della “nivarata” per la preparazione delle granite con la neve dell’Etna.

Altre associazioni fra cui il CSI “Centro Sportivo Italiano”,  consulta della cultura Acireale, Avesci,  Comitato per Pennisi, Scout Aci Sant’Antonio 2,Giocanimazione,Costarelli,ARCA ,Liberi artisti  hanno curato attività sportive, giochi popolari e di supporto mentre il gruppo di protezione civile ha preparato il pranzo .

All’evento è stato presente il sindaco del comune di Acireale ingegnere Stefano Alì  e rappresentanti delle forze dell’ordine. A conclusione la celebrazione della Santa Messa officiata dal parroco di Pennisi don Mirco Barillari.

Il  24 dicembre 2018 preceduta da un intenso sciame sismico si apre una fessura eruttiva sull’orlo occidentale della parete della valle del Bove, causata dall’intrusione di un dicco magmatico con produzione di una nube di cenere e di una colata lavica che si riversa in valle del Bove. Dall’inizio dell’attività etnea si registrarono moltissime scosse, l’evento più significativo di questo sciame sismico fu il terremoto di Mw  4.9 che si verificò il 26 dicembre 2018 alle ore 03:19 sul fianco orientale dell’Etna. Questo fenomeno vulcanico ha portato all’attivazione della faglia di  Fiandaca la quale appartiene al sistema delle faglie delle Timpe, provocando  paura, feriti, danni alle case ed edifici.

A Pennisi  frazione collinare di Acireale, la chiesa di Maria Santissima del Carmelo  è inagibile con il crollo del campanile. Distrutte le statue di S. Emidio protettore dai terremoti  posta nella piazzetta antistante la parrocchiale e di Gesù Redentore posta su una torretta formata da pietre sottratte al terreno sciaroso. Inagibile anche la scuola elementare, l’oratorio e  case di abitazione con  tanti sfollati, per miracolo nessuna vittima.

Vivere alle pendici del vulcano attivo più alto d’Europa dichiarato patrimonio dell’Unesco dal 2013 per il suo singolare pregio scientifico e naturalistico, vuol dire anche dover fare i conti con il potere distruttivo che ,talvolta, si scatena ai danni delle popolazioni che hanno scelto, più o meno consapevolmente, di convivere con questa straordinaria forza della natura.

C’è un legame forte di amore fra la gente e il vulcano Etna chiamata qui “ a muntagna”,un attaccamento alla terra, alla storia e alle tradizioni, una voglia di ricostruire ed andare avanti.
Concludo con le parole di Leonardo Sciascia: l’Etna sta come un immenso gatto di casa che quietamente ronfa e ogni tanto si sveglia, sbadiglia, con pigra lentezza si stiracchia e, d’una distratta zampata, copre ora una valle ora un’altra, cancellando paesi, vigne, giardini. E appunto come i gatti di Eliot ha tre  nomi diversi: Etna, Mongibello e il terzo segreto.

Antonino Cucuccio

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