La terza sessione del Congresso Nazionale CAI

Tema dell'incontro: la promozione e valorizzazione della cultura alpina

Sella, Carbonetto e Audisio

Alle ore 11 di oggi sabato 21 settembre si è aperta la terza sessione del Congresso Nazionale del CAI a Udine.

Moderatore per l’occasione, Mattia Sella, Presidente del Comitato Scientifico Centrale e moderatore per l’occasione. Il tema dell’incontro, che aveva l’intento di mettere a fuoco il problema della “promozione e valorizzazione della cultura alpina”, è stato introdotto dallo stesso Sella, il quale ha ricordato come una delle principali missioni del CAI sin dalle sue origini sia stata la condivisione e la presa in consegna delle problematiche della vita in montagna.

Ciò significa che conoscere le montagne implica non solo un’osservazione scientifica dei fenomeni tipici delle Terre Alte, ma anche uno studio degli aspetti antropologici della montagna e di chi ci vive. Studiare culture e tradizioni di chi vive e lavora in montagna, dunque, nonché le testimonianze del passato lasciate da chi in questi contesti ha già vissuto.

Sella ha poi citato alcuni degli interventi delle sessioni precedenti, tra cui quelli del Presidente Martini e di Piergiorgio Oliveti, affermando che:  «Le montagne non sono un confine ma una cerniera. Perciò esse devono dotarsi di una dimensione europea.» E ancora: «È necessario darsi dei progetti concreti, tendere l’orecchio alle realtà locali, prendere una posizione con coraggio per affrontare il disinteresse che circonda i problemi della montagna.»

Sono poi intervenuti  Gianpaolo Carbonetto - giornalista - , Igor Jelen dell’Università di Trieste, Aldo Audisio  Direttore del Museo Nazionale della Montagna e Andrea Zannini, professore dell’università di Udine, con un messaggio video.

Tra gli interventi, particolarmente interessante quello del Direttore del Museomontagne Aldo Audisio, che ha sottolineato l’importanza delle istituzioni museali europee per tramandare la cultura e la conoscenza delle montagne.  Ha anche ricordato che, dietro alla comunicazione e promozione di una cultura, è necessaria la presenza di un patrimonio culturale vivace e ben organizzato. I musei devono mettersi in gioco, organizzare iniziative, imbastire progetti e cooperazioni.

Ha affermato Audisio:  «La promozione della montagna deve essere quotidiana e attiva.» e prendendo ad esempio il Museo Nazionale della Montagna di Torino, continua «Anche la nostra sede del museo non è statica. Si è più volte spostata ed ampliata fino ad avere più sedi, con diverse mostre, progetti e percorsi innovativi. Quest’anno, inoltre, abbiamo portato avanti progetti anche internazionali, in Spagna, Cile, Argentina, Polonia

È poi necessario rendere disponibili questi documenti a chi desidera consultarli. È questa l’occasione per Audisio di ricordare Mario Fantin, il cui sogno era quello di realizzare il Centro di Documentazione CISDAE, ora in dotazione al Museomontagne.

Infine, Audisio ha preannunciato il futuro incontro, previsto per il prossimo 23 ottobre, tra 9 direttori di musei della montagna europei per avviare una collaborazione internazionale tra queste istituzioni museali, proprio nel segno di una promozione culturale delle Terre Alte.

 

Fabio D’Adamo

 

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