La stella del Club Alpino Italiano illumina Torino

Accesa sulla Vedetta alpina per i festeggiamenti del 150° anniversario

La stella sulla Vedetta alpina (Francesco Del Bo/Photonews)

Sulla torretta della Vedetta Alpina del Museo Nazionale della Montagna, sul Monte dei Cappuccini che domina Torino, è ora illuminata la "stella" dei festeggiamenti del centocinquantesimo anniversario di fondazione del Club Alpino Italiano. Si tratta di un'installazione con tubi al neon del logo scelto  per ricordare l'importante avvenimento. Particolare curioso: sono due le grandi stelle accese a Torino in vista delle festività, l’altra brilla sulla Mole Antonelliana per festeggiare il 150esimo anniversario della firma del contratto per la costruzione del monumento-simbolo della città.

MAGICHE NOTTI. La stella al Monte dei Cappuccini è stata accesa da Umberto Martini, presidente generale del CAI. L'importante segno – che ricorda ai torinesi quel lontano 23 ottobre 1863 al Castello dei Valentino quando venne fondato il Club Alpino – si integra con l'installazione delle "Luci d'Artista" di Rebecca Horn, che da anni rende magico il Monte dei Cappuccini.

I FESTEGGIAMENTI. Al Museomontagna si svolgeranno i principali festeggiamenti del 2013, in particolare nei giorni 25 e 26 maggio, che vedranno affluire a Torino i delegati CAI per l’Assemblea del Sodalizio. In quell'occasione sabato 25 maggio verrà inaugurata la mostra ufficiale, un viaggio nei cambiamenti della montagna italiana; una storia letta attraverso un secolo e mezzo di CAI. Nello stesso giorno verrà presentato il libro ufficiale, anch’esso curato dal Museo, e Poste Italiane emetterà un francobollo celebrativo con annullo del primo giorno d’emissione. Nelle serate del 25 e 26 maggio il Monte dei Cappuccini si illuminerà anche di luci per lo spettacolo di “danse escalade” che vedrà Antoine Le Menestrel in performance sulle storiche facciate della Chiesa e del Museo. Una danza verticale unica e affascinante.

IL PRESEPIO. Intanto nell'atrio d'ingresso all'Area Espositiva del Museo Nazionale della Montagna, è stato esposto un presepio. Un pezzo – recentemente acquistato da un antiquario torinese – con una storia particolare e affascinante che lo rende unico. Lo testimonia una lettera, esposta con il presepio, spedita dal Ministero dell'Educazione Nazionale a Giorgio de Vecchi di Val Cismon alla Cassa di Risparmio di Mogadiscio, Somalia, allora colonia italiana, il 4 febbraio 1936; siamo nell'anno della Guerra d'Africa: “Gli allievi della R. Scuola d'Arte di Ortisei di Val Gardena hanno inviato a questo ministero alcuni presepi scolpiti da loro stessi perché siano inviati quale modesto omaggio, affettuoso conforto e sconfinato augurio ai soldati dell'Africa Orientale". Le statuine, una ventina in tutto, dell'altezza media di 15-18 centimetri, sono del tipo del tradizionale presepio gardenese, in legno colorato, con varia fattura che dimostra le diverse doti e capacità scultoree degli allievi della scuola.

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