"La scienza nello zaino": a Savona il CAI vince la scommessa con la cultura

Dal 6 all'8 novembre 2015 il Comitato scientifico LPV del CAI, con la collaborazione delle Sezioni savonesi e genovesi, ha organizzato una manifestazione che ha riscosso successo tra adulti e bambini. Positivo il bilancio anche del convegno sul lupo.

I laboratori dedicati ai bambini

Era il maggio del 2015 quando l’Assessorato alla cultura del Comune di Savona ci concedeva, per tre giorni e a titolo gratuito, il complesso monumentale della fortezza del Priamar. Dal quel momento si trattava di riempire di contenuti quei grandi spazi, ma per farlo dovevamo trovare una buona idea!

L’azzardo è stato quello di puntare sui materiali delle biblioteche del Club Alpino Italiano e trasformare la fortezza seicentesca in un centro culturale della montagna per giovani, giovanissimi e adulti. Volevamo ricollocare l’immagine del CAI nell’ambito scientifico, restituendo al sodalizio la fama che gli è propria fin dai tempi della fondazione. 

Per scongiurare il rischio di apparire “accademici” e inadatti al pubblico cittadino abbiamo chiamato relatori di spicco internazionale affiancando ai convegni le mostre e i laboratori dedicati ai bambini. E' nata cosi “La scienza nello zaino”, un’impresa coordinata dal Comitato Scientifico LPV con le Sezioni Savonesi, la Ligure, il Bolzaneto e la ULE, i gruppi regionali oltre a enti e associazioni tra le quali l’Università di Genova e i parchi per un totale di quaranta soggetti uniti da un comune obiettivo.

Centinaia di persone che per tre giorni (dal 6 all'8 novembre 2015) hanno affollato il Priamar, in altre parole un successo oltre le nostre aspettative. Ma al di là dei numeri qualcosa d’inconsueto è successo: i visitatori hanno scoperto l’aspetto culturale del CAI, una cultura che ha coinvolto piacevolmente i bambini e ha sorpreso e incuriosito gli adulti, svelando pregiudizi e preconcetti sui grandi carnivori selvatici.

Per trasmettere ai savonesi l’attenzione che da sempre il CAI riconosce alle scienze naturali in genere e alla storia e al lavoro delle genti di montagna, abbiamo scelto infatti di affiancare la nostra proposta alla scoperta e al racconto dell’animale più controverso delle nostre Alpi: il lupo.
E sì, perché quando si parla del lupo non si può prescindere dal rapporto conflittuale che quest’animale ha con chi, in montagna, vive di allevamento, scatenando sui giornali e sui blog vere e proprie battaglie a colpi d’invettive tra allevatori, ambientalisti e comunità montane che vorrebbero ricondurre la discussione a una drastica decisione: o lupo o pastori.

Il CAI ha a cuore la montagna nella sua interezza, non può ignorare la tutela del patrimonio faunistico ma non vuole trascurare i problemi di chi vive e lavora in montagna. Al di là delle molte anime, compresa quella ambientalista, che fanno parte del Club Alpino, questa missione è portata avanti senza crociate o prese di posizione dettate dalle paure o dall’emotività del momento.

La convivenza tra uomo e grandi carnivori nelle terre alte è un problema serissimo che va affrontato sentendo tutte le parti coinvolte, ragionando su dati attendibili, con informazioni corrette, sfatando quei miti e quelle leggende che spesso sono assunte come verità scientifiche.

È questa la ragione per la quale nel 2015 il CAI è diventato supporter di Life Wolfalps, il progetto cofinanziato dall’Unione Europea con l’obiettivo di realizzare azioni coordinate per la conservazione a lungo termine della popolazione alpina di lupo. Vogliamo tutelare il lupo ma anche capire i problemi degli allevatori e rispondere nel modo più corretto a chi riconduce il problema lupo pastore a un aut aut.

Seguendo questa logica abbiamo voluto inserire nel programma de “La scienza dello zaino” il convegno “Il lupo è tornato, storia di un predatore tra Liguria e Piemonte”, chiamando ricercatori di fama internazionale quali Luigi Boitani, Francesca Marucco e Giovanni Diviacco per parlare della biologia e della popolazione di lupo in Liguria e Piemonte, mentre abbiamo chiesto ad Annibale Salsa e Marzia Verona di portare la voce dei pastori e di spiegare i problemi connessi al rapporto tra uomo e lupo.

Oggi della Scienza nello zaino ci rimangono le registrazioni dei convegni, tra i quali quello sul lupo, inseriti sul sito divulgativo degli operatori naturalistici e culturali www.digilands.it, ma soprattutto, rimane la consapevolezza che oggi qualche persona in più assocerà al Club Alpino Italiano anche la parola Cultura.

Il Presidente del Comitato Scientifico LPV
Michele Pregliasco

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