La Sardegna da Punta Cusidore. Le geometrie della valle di Lanaitho con il CAI Nuoro

Il racconto dell'uscita preparatoria dell'escursione sezionale in programma il primo ottobre 2017, dieci ore di fatica e sudore tra natura e storia, in paesaggi meravigliosi.

Un momento della giornata

18 settembre 2017 - Tra i profumi della valle del Cedrino. Prevale in questo scorcio d’estate sarda, l’antico profumo del vitigno. Attraversiamo di buon mattino, le vigne del Nepente e del Cannnonau. Qui fanno e tramandano storia. Obiettivo preparare l’escursione sezionale CAI del primo ottobre. Impegno, fatica e web. Con Doru, Natalio, Giuseppe, il sostegno forte e corposo di Juannanghelu. Ci sfiorano i misteri della sorgente Su Cologone. Silenzi e profondità.

Sulla destra, sterrato dei carbonai e inizia la salita. Cuile Biseddu, concentrato di tradizioni antiche e segni di possibile modernità. Verde di ginepri, lecci e filliree. A colpi di Fùstina sarda, Juannanghelu libera il sentiero da frasche inutili, tracce su mappe View Ranger, certezze di direttori CAI. Spiana la valle sotto. Il Cedrino, o quel che resta dalla siccità, si trascina lento verso il mare. C’è animazione di attività e di lavoro sotto gli speroni dell’Ortobene.

Si sale, fatica. Ormai solo calcare. Si spalancano gli scenari di Lanaitho. Solo mano d’artista ha potuto disegnare quelle geometrie. Filari di ulivi, testimoni quasi estinti di azzardi imprenditoriali pubblici, Tiscali, con le sue storie nascoste, Doloverre e Sùrtana con i costoni di Cucuttos e Gutturgios. Magie del Supramonte di Oliena e Dorgali. Da quassù, 900 mslm, nulla pare messo a caso. Tutto è ordine, indefinito e senza tempo. Camminiamo sulla lama del calcare, divide la Sardegna, sino alle piane del Supramonte orgolese, dove gli orizzonti degradano e si perdono. Ci rimane la concretezza di quei torrioni di pietra, suggestivi e carichi di paure lontane. Sas Seddittas, giù per respirare e inizia l’erta verso la base di Cusidore. Le pietre e il giallo di Sovana. La piana del grano, oggi arsa dall’estate al tramonto. E Corrasi e Badde Mandras come arco teso sopra Su Lidone. Pausa e chiacchiere, con feed back sugli strumenti informatici, a cuile Interiscalas. E’ la storia che insegue sè stessa, tra molto antico e ultra velocità del moderno. Architetture del cuile per caprai, sospese tra Pedra Mugrones  e la via attrezzata per punta Cusidore.

E’ tempo di camminare. La discesa tecnica della scala e il sentiero lungo sopra Pred ’e Litu. Attraversiamo la ricca vegetazione di Serra Mendula, sotto  faraglioni bianchi. Gli scarponi battono innumerevoli piazzole carbonaie. Da qui partivano mulattiere e carrarecce, col carico della devastazione delle foreste, verso il porto di Gonone e il continente. Lasciando, dopo oltre un secolo, visibili le tracce scure del loro drammatico passaggio. Ci accompagnano pensieri delle nostre storie di Sardegna, dopo dieci ore di sudore e fatica, verso Su Cologone. Pronti CAI per il primo ottobre.    

Matteo Marteddu
CAI Nuoro.

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