La pastora Alina ce la farà a vincere contro il vigliacco

Da un Socio CAI Chieti arriva il racconto di una brutta vicenda avvenuta in Valle Giumentina: un incendio doloso a una stalla ha sterminato 150 fra pecore e capre, 8 maiali e scrofe, 30 agnellini appena nati e un vitello.

La stalla bruciata

22 gennaio 2018 - È stato un bel sogno, talmente bello, che ci avevo creduto. Peccato che era solo un sogno. Ci hanno bruciato la stalla… è tutto distrutto! È un peccato tanto grande da essere puniti così, per cercare di vivere onestamente e in modo semplice? Da quando sono nato sto affrontando la vita, lottando contro le difficoltà, l’egoismo, le cattiverie. Quando ieri, (venerdì 19 gennaio N.d.R.), mi sono trovato davanti a me questo impressionante spettacolo ed Alina si disperava, io non riuscivo neanche a spargere una lacrima. Mi sono accorto che dentro sto diventando arido…

E’ il messaggio che mi ha inviato Paolo il pastore, il compagno di Alina la pastora, “forte e coraggiosa”. Ho pubblicato un reportage sulla vita dura di Alina, giovane Romena, che lavorava 20 ore al giorno, dei dispetti che ha subito e sofferto da parte degli altri pastori. Finalmente ha avuto la residenza ad Abbateggio (PE), così da non avere problemi per pascolare in Valle Giumentina (Parco Nazionale della Maiella). Tutto è terminato in un attimo… un fiammifero, probabilmente qualche liquido infiammabile e 150 fra pecore e capre, di cui centotrenta incinte e che dovevano partorire a breve, otto maiali e scrofe, trenta agnellini appena nati, un vitello…tutti morti.

Tutto questo per un dispetto, un vigliacco. Già questa zona era stata martoriata dai piromani l’estate scorsa, ora “uno o più” delinquenti, hanno nuovamente messo fuoco…, ma ad animali, i più utili e pacifici che esistono. Offrono la lana per riscaldarci, il latte per la ricotta e i formaggi, la carne. Si sono salvati solo una capra, un vitello che ha perso tutti i peli, speriamo che sopravviva, e circa sette cani pastori abruzzesi, che mi hanno amichevolmente circondato. Due asini e due cavalli che vivevano fuori la stalla, anche loro si sono salvati.

Alina non è rassegnata. L’anno scorso in questo periodo, per la tanta neve, la stalla non si poté raggiungere e circa 170 ovini morirono di fame. Anche allora le pecore e le capre erano gravide! Alina non si arrese e inizio daccapo a ricreare il gregge. Mi ha spiegato che con il caldo di questo inverno strano, l’erba è già spuntata e tutto procedeva per il meglio. Erano felici. Poi…

Ma Alina è una donna forte. Mi ha assicurato che inizierà da subito a procurarsi pecore e capre. Non si arrende, non ha paura, è caparbia, ha voglia di vivere, di lavorare e di tornare nel suo ambiente, immersa nella natura, fra le montagne, l’acqua sorgiva, i prati, la mungitura, preparare i prodotti caseari, superare le difficoltà delle intemperie e dei lupi.

Certamente abbandonerà la Valle Giumentina, ma troverà un altro pascolo. Ora, ancora incredula, avvilita, ripete i nomi delle pecore e delle capre che chiamava con i suoni labiali, formati da poche vocali e consonanti, suoni gutturali che per noi non hanno significato, ma loro rispondevano… Camosciata, 40euro, Capriola, Biondina, Bianchina… Vivere ogni giorno con il gregge, ti ci affezioni, ora è come aver perso una persona cara. 

La speranza è che gli investigatori, professionisti abili e preparati, possano scoprire “lo o gli” autore/i di questa assurda vicenda. Ci saranno indizi, come controllare se i ripetitori hanno localizzato la posizione dei cellulari, in una precisa ora. L’asina Aidi, ci ha riservato un fuori programma piacevole, quando io e l’amico Francesco siamo saliti in macchina. Ha messo la sua testa dentro il finestrino della vettura ed ha iniziato a fare le fuse, leccare, baciare. Avevo notato, quando sono arrivato, che era impaurita, subito si è avvicinata, seguendomi in tutti gli spostamenti. Quando ha capito che volevamo andarcene, ha cercato di commuoverci. Non puoi non riflettere su questa esperienza che abbiamo vissuto in un mondo così crudele.

Le foto sono visualizzabili qui.

Luciano Pellegrini
CAI Chieti

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