La montagna non attira più i giovani?

Il quotidiano Trentino ha pubblicato il commento del Presidente dell'Accademia della Montagna Egidio Bonapace a un sondaggio sui giovani e la montagna

Giovanissimi della SAT in escursione

Lo scorso anno l’Accademia della montagna aveva commissionato una ricerca tra i giovani trentini dai 15 ai 30 anni proprio sulle motivazioni, o meno, che li spingono «a salire».
Il campione era corposo, 700 interpellati (356 uomini e 344 donne) ed erano emersi 6 fattori attorno ai quali ruotava la voglia di montagna. Tra ciò che induce all’andar per monti, in testa il beneficio psicofisico che se ne ricava seguito dalla passione trasmessa dai genitori.

Ma le altre 4, viceversa, sono considerazioni frenanti: il sentirsi appagati dalla vita cittadina (specialmente i ragazzi tra i 15 e i 24 anni), avere la percezione che sia pericoloso, la mancanza di esperienza e di attrezzatura, la variabilità atmosferica. Se poi diamo un’occhiata di genere risulta che le donne sono quelle che soffrono maggiormente l’assenza di comfort e collegamenti alla rete. Mentre, nell’immaginario dei giovanissimi, la montagna è vista come un luogo di scarsa socializzazione. Preferiscono il mare.

"Non è vero che i ragazzi non hanno più voglia di andare in montagna – sottolinea Egidio Bonapace, presidente dell’Accademia – Semplicemente, non viene creata l’occasione perché ci vadano. Una volta era una tradizione familiare adesso il lavoro deve essere fatto dalla scuola. Ricordiamoci che lo studio della montagna è materia curriculare alle superiori. Ma è necessario incentivare e sollecitare di più gli istituti. E’ l’unica strada per riportare i ragazzi in montagna».

Perciò, cosa fare?
“L'Accademia della montagna, come del resto il CAI, ad esempio, propone dei corsi di formazione per gli insegnanti in modo che siano loro i primi attori per creare quei progetti che portino i ragazzi in alto. E, quando «salgono» con le classi, sono affiancati dalle guide alpine sia per un aspetto di responsabilità che per quello della conoscenza del territorio”.

La Sat non attira più come una volta i ragazzi?
“Ma no, non è quello, anzi. La Sat ha sempre fatto sforzi incredibili per sollecitare, proporre, organizzare”.

Perché è così importante la cultura della montagna?
Ma perché siamo gente di montagna che vive in un territorio di montagna e, soprattutto le giovani generazioni, se questa cultura non ce l’hanno dentro come faranno a trasmetterla a chi arriva da noi ed essere quindi ospitali?”

Fonte: Trentino

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