“La montagna e lo sci”, la SAT ha presentato il documento finale

E' necessario proporre al mondo politico ed economico alcuni principi strategici che sappiano integrarsi con le specificità del territorio e dell'ambiente, delle potenzialità di sviluppo economico, sociale e culturale.

La sera di giovedì 19 marzo a Moena (TN) la SAT ha presentato il Documento di indirizzo approvato dal Consiglio centrale “La montagna e lo sci”, redatto dopo la giornata di studio avvenuta a Trento a novembre 2014, che ha creato le basi di conoscenza per dare avvio dentro il sodalizio a un confronto finalizzato a indicare alcuni principi strategici da proporre al mondo politico ed economico.

Di seguito ne riportiamo uno stralcio, in allegato il documento completo (firmato dal Presidente SAT Claudio Bassetti)

La pratica dello sci, nelle sue diverse forme, ha profondamente innovato le esperienze sportive e di frequentazione della montagna e ha rappresentato una straordinaria occasione di sviluppo, che richiede ora delle riflessioni e impone delle strategie di lungo periodo.
Gli sport della neve e i modelli di organizzazione delle stazioni sciistiche si sono trasformati rapidamente, favorendo alcune aree, soprattutto quelle caratterizzate da condizioni paesaggistiche di pregio. […]

L'industria sciistica, nel suo dispiegarsi, ha dato impulso sia alla riconfigurazione del territorio, con l'innesto di una serie di infrastrutture per l'ospitalità, la mobilità e l'innevamento, sia alla produzione di una nuova cornice culturale, cioè di un insieme di pratiche, di atteggiamenti comportamentali, di prescrizioni, di stili di vita e di visioni dell'ambiente che gli abitanti delle valli hanno, in certa misura, interiorizzato. […]

Negli anni recenti si sono potuti verificare in concreto i punti di forza e di debolezza dei diversi modelli adottati. In particolare l'evoluzione della domanda di turismo invernale legata allo sci alpino […] ha favorito la concentrazione di flussi e ha prodotto una marcata differenziazione delle stazioni sciistiche quanto a efficienza e redditività.

Gli interventi hanno perseguito, spesso in modo implicito, il “modello dolomitico”, estendendolo ad altre situazioni; riprendere i modelli rivelatisi vincenti in altri momenti e/o in altri contesti non è più garanzia di successo. E' necessario quindi collocarsi entro uno scenario “globale” e operare radicandosi nel contesto territoriale; è necessario che la Politica si impegni in un processo di Pianificazione strategica che sappia integrarsi con le specificità del territorio e dell'ambiente, delle potenzialità di sviluppo economico, sociale e culturale.

Red

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