La gita in Carso intersezionale di quattro gruppi di alpinismo giovanile raccontata da una delle ragazze protagoniste

Ecco il racconto di Irene Armellin, 10 anni, iscritta al CAI Vittorio Veneto, che descrive "la gita più bella (in tutti i sensi) che ho vissuto fino ad oggi", trascorsa con i ragazzi delle Sezioni CAI di di Tolmezzo, Monfalcone e Portogruaro.

Un momento dell'escursione

7 dicembre 2016 - Il giorno 30 ottobre noi bambini del C.A.I. di Vittorio Veneto e gli amici delle Sezioni di Tolmezzo, Monfalcone e Portogruaro siamo andati in Carso per vedere i resti di due incendi, uno di quest’estate, un altro di dieci anni fa e i cespugli di frassino che assumono colori incredibili.

Dopo esserci divisi in sette gruppi, ognuno di questi si è incamminato verso la propria meta. Ovviamente anche noi abbiamo fatto lo stesso con il nostro. Dopo dieci minuti di camminata due guardie forestali, che sarebbero rimaste con noi tutto il giorno, ci hanno spiegato che molto tempo fa il Carso era un immenso bosco di querce, ma fu tagliato tutto perché il legno era molto richiesto, soprattutto a  Venezia. Il fratello dell’Imperatore si lamentò perché diceva che era brutto vedere il Carso ridotto a una pietraia. Allora si provò a ripiantare le querce. Un disastro totale!

"Le querce hanno bisogno di terreno fertile per crescere ma, visto che il terreno carsico è permeabile, le piogge lo hanno lavato via", dissero.
Allora piantarono 200.000.000 di pini neri perchè proteggessero il terreno facendo in modo che lo strato di terriccio fertile si ricreasse. A poco a poco  ricominciarono  a crescere altri alberi e fra questi anche il frassino.

Dopo questa spiegazione abbiamo ricominciato a camminare, ma del resto non per molto; visto che ci siamo fermati in prossimità di una cava di roccia calcarea. Lì le guardie forestali ci hanno detto che lì erano state ritrovate due vertebre di un gigantesco coccodrillo preistorico. In una cava vicina invece lo scheletro di un dinosauro particolare, di nome Dinosauro Antonio. Ci hanno anche spiegato come si è formata la roccia carsica. Milioni di anni fa il mare sovrastava le montagne e così tutti gli animaletti e pesci che morivano si depositavano sul fondale. Questi organismi vennero sepolti da terra e detriti vari, formando nei secoli diversi strati di roccia che oggi possiamo vedere.

In seguito abbiamo camminato fino al bosco che è stato incendiato quest’estate. Uno spettacolo molto triste. Le guide ci hanno detto che forse era colpa dei freni dei treni che viaggiano in una stazione ferroviaria vicina al bosco, provocavano scintille e per questo si stanno costruendo dei muretti intorno alle ferrovie, perché le scintille non raggiungano il bosco. Per un po’ abbiamo dovuto sopportare questo brutto spettacolo, fino a che non è arrivato il momento del pranzo che abbiamo consumato in un piccolo praticello.

Dopo questo breve  momento di pausa pranzo ci  siamo incamminati  verso il secondo incendio.  Nel mentre un ragazzo di nome Francesco ha trovato uno strano oggetto, che assomigliava tanto a un prezzo di una granata quanto al respiratore di una maschera antigas. Il ragazzo ha deciso di portarselo  via e di farlo vedere a gli esperti che avremmo trovato alla fine del percorso. Vedere i resti dell’incendio di dieci anni fa è stato un momento di grande stupore! Gli alberi che in dieci anni non erano ricresciuti stavano sbocciando insieme ai frassini in colori b-e-l-l-i-s-s-i-m-i! Vermiglio, rosso, arancione, giallo, verde e marroncino si mescolavano in “disegni” unici!!! Così belli  che ho pensato di farne una composizione. Quindi mi sino messa a raccoglierne il più possibile per portarle a casa.

In seguito a una passeggiata in mezzo a quello splendore siamo giunti a una palude. Ma non una palude brutta e infestata dagli insetti, ma una palude in cui le radici degli alberi erano il solo modo per non cadere in acqua!! Abbiamo anche scorso quello che assomigliava a un tritone. Dopo questa scoperta abbiamo camminato fino al punto di ritrovo con gli altri gruppi.

A noi però  sembrava che si girasse in tondo per il semplice motivo che vedevamo sempre lo stesso tipo di cartelli e delle pozze d’acqua quasi identiche. In un modo o nell’altro siamo arrivati. Lì ci aspettava una grande merenda, seguita da tantissime partite di nascondino misto a scappa e prendi. Verso le sei però siamo dovuti partire per tornare a casa.

In macchina ci siamo scatenati ascoltando musica e raccontandoci storie assurde. Dopo aver fatto gli scatenati per un pezzo abbiamo ascoltato una musica tranquilla e ci siamo messi in silenzio. I nostri genitori sono venuti a prenderci al supermercato Cadoro così, dopo esserci salutati, ognuno se ne è andato a casa propria per cenare. È stata la gita più bella (in tutti i sensi) che ho vissuto fino ad oggi!

Irene Armellin (10 anni)
Alpinismo giovanile CAI Vittorio Veneto

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