La ferrata in memoria del Vajont

Illustrati i nuovi progetti: la ferrata in memoria del Vajont e il progetto “Saferalp”, per la sicurezza delle vie delle Dolomiti

Il Vajont

Si è chiuso il seminario riservato agli ingegneri strutturisti realizzato dalla Fondazione Vajont che ha raccolto la partecipazione di oltre 70 professionisti e funzionari tecnici della pubblica amministrazione.

Le relazioni degli ingegneri Ivo Calò, Francesco Cannizzaro e Bartolomeo Pantò, tutti e tre docenti universitari a Catania, hanno trattato il tema “valutazione ed analisi di strutture esistenti in muratura”, un argomento di attualità, in modo particolare dopo l’evento sismico che ha devastato l’Emilia Romagna, qualche mese fa.

Il seminario è stato orientato a fornire strumenti e nozioni utili a tutti quei professionisti che vogliono approcciarsi agli edifici esistenti e in particolare a quelli in muratura. Continuano dunque ad essere molto apprezzate le iniziative che la Fondazione Vajont realizza ormai da qualche anno, in collaborazione con la Fondazione Eucentre di Pavia o, come in questo caso, con docenti universitari di assoluto prestigio.

È partito “Saferalp”, il progetto di Dolomiticert sulla sicurezza delle vie ferrate delle Dolomiti, che coinvolge diversi partner nell'ambito europeo Interreg e prevede una parte finale con la creazione di una nuova via ferrata nella valle del Vajont. Il direttore generale di Dolomiticert, Luigino Boito, spiega l'iniziativa: «Questo progetto prevede da parte nostra lo studio su una guida per mettere in sicurezza le ferrate bellunesi secondo le normative europee, in un'ottica transforntaliera.

Abbiamo cercato collaborazione nell'università di Salisburgo prima e poi con il Soccorso Alpino, il Cai, l'università di Padova, la cooperativa cadorina Vertical Service (presente con il responsabile Sergio Albanello) che si occuperà dell'installazione e i comuni del longaronese.

Infatti ci sarà anche la creazione di una ferrata della memoria con un sentiero didattico attrezzato che va dalla frazione di Dogna alla diga del Vajont». «Dal 2010 collaboriamo con Dolomiticert» dice Fabio “Rufus” Bristot del Soccorso alpino, «e ora siamo felici di contribuire anche a questo progetto. Gli obiettivi sono quelli di aumentare la sicurezza sui tracciati ma anche creare un'opportunità per aumentare il turismo.

È dimostrato che dove è previsto e pubblicizzato un percorso di ferrate ben allestito i visitatori aumentano, per far ciò si pensa ad un sistema di gps, video e cartellonistica. Poi ci sarà il lavoro insieme al Cai e ai professionisti delle guide alpine che conoscono bene come muoversi. Il tutto costerà circa 406mila euro, la fase progettuale dovrebbe essere completata entro il 2013.

Per quanto riguarda la ferrata sul Vajont è un'idea che nasce nel 2005 e vuole essere un filo che lega le comunità».

È intervenuto anche il professor Erich Mueller dell'università di Salisburgo: «Le aree alpine vanno valorizzate attraverso la sostenibilità per attirare il turismo e promuovere l'esercizio fisico. Ci sono diverse tipologie di persone che frequentano le ferrate, il nostro compito è studiare scientificamente questo flusso. Continuiamo quindi con piacere la collaborazione con Dolomiticert che ha già dato ottimi frutti con il progetto di un nuovo casco da sci».

Infine plauso dagli amministratori locali: «Certo, la ferrata sul Vajont potrà far nascere qualche critica», dice il sindaco di Castellavazzo Franco Roccon, «ma noi dobbiamo andare oltre. È stata un'idea geniale quella di combinare la sicurezza alla memoria con grande sensibilità e utilizzando le risorse locali come nel caso dei laboratori di Dolomiticert che sono proprio qui a Longarone».

«La sicurezza in montagna», dice il sindaco di Longarone Roberto Padrin, «purtroppo è un tema di drammatica attualità. La parete del Vajont si presta bene a questa operazione che, insieme alla sistemazione della strada per Dogna e a Codissago e la passerella nella valle già finanziata dalla regione, valorizzerà al meglio quell'area così importante con lo scopo di guardare al futuro».

Mueller e gli altri convenuti poi hanno fatto un giro in elicottero con il Soccorso Alpino per vedere dall'altro l'area del Vajont dove sarà montata la ferrata.

Enrico De Col

Fonte: Corriere delle Alpi

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