La Ferrata del Cai compie 50 anni

Nacque su idea di Gentile Butta per il centenario del Club alpino italiano

Il Resegone

«Il Resegone si è arricchito, per l'estro di un innamorato, di una ferrata che, prima fra tutte nella zona, completa e abbellisce una via di salita alla sua vetta».

Così scriveva Italo Neri nell'annuario del Cai di Calolzio del 1963 e l'innamorato altro non è che Gentile Butta, inseparabile compagno di mille avventure di Ercole Ruchin Esposito (a cui la sezione Cai di Calolzio è intitolata), dal cui «capricciosetto dinamico cervello» sprizzò l'idea di realizzare una ferrata sul Resegone in occasione del centenario di fondazione del Cai.

A 50 anni esatti di distanza da quel 13 ottobre del 1963 in cui oltre 400 persone, capitanate dal presidente Eros Bonaiti e dal reverendo don Giulio Gabanelli, si trovarono al Passo del Fò per celebrare l'inaugurazione della Ferrata del centenario, il Cai di Calolzio, guidato da Giuseppe Rocchi, intende ricordare questo importante anniversario dando lustro a uno degli accessi più belli alla Punta Cermenati.

Domenica prossima, 20 ottobre, i soci del Cai saranno al quartiere generale del Passo del Fò con i ragazzi del corso di alpinismo giovanile e metteranno a disposizione competenze e professionalità per gli escursionisti che vorranno provare a risalire, in ferrata, il canalone che partendo da quota 1300 metri conduce a Pian Serada (1450 metri).

La speranza è quella di riuscire anche a recuperare, dagli archivi personali e dalle soffitte di qualche «vecio», delle fotografie da esporre al Baitello per ripercorrere, anche con le immagini, 50 anni di vita e di escursione lungo una ferrata che è un fiore all'occhiello per l'intera sezione del Cai.

Non a caso, il già citato Italo Neri la riteneva «un punto di merito per quei soci del Cai Calolzio che, unitamente a quelli che hanno favorito l'opera e l'hanno finanziariamente sostenuta, hanno lavorato sodo per portarla a compimento». Negli archivi della sezione Esposito, c'è traccia anche di loro e la memoria va all'estate del 1963 quando un gruppo di volenterosi volontari, capitanati da Pierin Faciun (noto anche come Pierin Scala d'oro) alias Pierino Papini, comincia a portare all'ombra della Torre Cai al Resegone scale, corde metalliche e cemento.

Della squadra fanno parte Enrico Arrigoni detto Fruck, Valentino di Erve, Melezio, Mario Brini detto Brin, Ribot, Claudio, Barba, Mario Frigerio Mascagni, Camillo Fumagalli detto Recupera, Marcel e «altri grop saltuari». Alpinisti generosi e valorosi che hanno inciso sulla roccia la (nostra) storia, tracciando la prima ferrata sul Resegone. Ritenuta, già ai tempi, logica e tecnicamente perfetta, la ferrata è stata chiusa nel 2004 perché non era più a norma. È stata ricostruita, su progetto della Casa delle guide di Introbio, al di fuori del canale per evitare la scarica dei sassi eliminando tutte le scale in ferro ed è stata riaperta il 27 agosto 2005.


Fonte: Il giornale di Lecco

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