La conquista del Piccolo Lagazuoi: splendida esperienza regalata dai ragazzi di 100 anni fa

I ragazzi più grandi del corso di alpinismo giovanile "Montagne ferite" di CAI Belluno e CAI Longarone sono arrivati in cima al Piccolo Lagazuoi lungo il sentiero attrezzato dei Kaiserjäger austriaci.

I ragazzi sul sentiero attrezzato

26 luglio 2018 - Ancora una volta i giovani conquistano una montagna: sono i grandi, che partecipano al corso monotematico di alpinismo giovanile “Montagne ferite” organizzato dal CAI di Belluno e Longarone. Nel corso della terza escursione arrivano in cima al Piccolo Lagazuoi salendo il sentiero attrezzato dei Kaiserjäger.

E’ stata un’impresa impegnativa per i ragazzi ma anche per gli accompagnatori attenti a garantire il massimo della sicurezza ai giovani partecipanti. Il sentiero attrezzato ha richiesto l’utilizzo dell’imbrago e del casco e, sotto il controllo di assistenti esperti, i giovani hanno conosciuto l’ebrezza della parete verticale e del ponte sospeso sul vuoto oltre che cimentarsi con il freddo e la fatica da controllare, camminando tra le nuvole in alcuni momenti.

Le solite incerte condizioni metereologiche non hanno permesso di soffermarsi come sarebbe opportuno per riconoscere i segni lasciati dal conflitto mondiale nella montagna e di approfondire la conoscenza delle imprese incredibili compiute dagli uomini. Inconveniente superato organizzando un incontro il giorno prima presso la sede del CAI di Belluno nel quale due esperti sono intervenuti.

Massimo Doglioni, competente di tecnologia oltre che INA, ha presentato l’App “Sentieri tematici e parlanti”, applicazione per smartphone che accompagna il turista in alcuni sentieri delle Dolomiti, ha spiegato come scaricarla e come consultarla.
Roberto Mezzacasa, escursionista appassionato di storia, ha ricostruito con documentazione fotografica d’archivio l’evolversi della guerra di mine che ha “ferito” le montagne.
Daniela Mangiola, ONC, ha offerto un racconto filmato a fumetti, grazie all’opera di Gianni Carino, dello scontro svoltosi nelle viscere del Lagazuoi tra difficoltà e fatiche immense ed inutili.

La conoscenza della capacità della guerra di trasformare il territorio era stata scoperta già nelle due precedenti escursioni: quella sul Monte Sief che ha permesso di vedere il cratere causato da una potente mina austriaca e quella al Passo Selle che li ha portati sulla linea del fronte e sul Col Colifon che ha consentito l’esplorazione di trincee e di ricoveri in caverna.

L’interesse alle spiegazioni manifestato nelle escursioni dimostra che i ragazzi che partecipano, alcuni da sei anni, hanno maturato sensibilità per la storia che ha sconvolto le Dolomiti ed attenzione per le necessarie consapevolezze tecniche opportune per affrontare la montagna in sicurezza.

Ai ragazzi di oggi resterà il ricordo di splendide giornate grazie ai ragazzi che cento anni fa hanno dato la vita per la nostra libertà.

Daniela Mangiola
CAI Belluno

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