“Itinerari di Biodiversità e Agricoltura eroica nell'Alto Appennino Modenese”

Il Comitato Scientifico del CAI Emilia Romagna ha realizzato una pubblicazione (scaricabile on line) per raccontare la bellezza e l'importanza del lavoro svolto dagli agricoltori sul territorio montano.

La copertina della pubblicazione

26 agosto 2019 - “In Appennino la montagna ha conservato, oltre all’aspetto della natura, un rapporto con l’uomo che fonde intrecci di storia, cultura e leggenda, che rende queste montagne ricche di grande biodiversità. Con questo libretto l’intento è far conoscere la storia di un piccolo territorio che, grazie anche al lavoro di questi agricoltori e allevatori, resiste nonostante tutto”.

Con queste parole Valeria Ferioli presenta una pubblicazione (la cui stesura ha richiesto una anno di lavoro) realizzata dal Comitato Scientifico Emilia Romagna del CAI con il finanziamento del Comitato Scientifico Centrale e il supporto della Commissione Centrale Tutela Ambiente Montano e della Sezione di Pavullo. L’intento di “Itinerari di Biodiversità e Agricoltura eroica nell'Alto Appennino Modenese” è dunque raccontare la bellezza e l'importanza del lavoro svolto da questi agricoltori sul territorio montano.

Nel 2019 verranno realizzate due escursioni per promuovere gli itinerari e una presentazione pubblica a Sestola in cui saranno presenti i protagonisti delle aziende agricole.

Nel 2018-2019 quattro Commissioni Regionali e Interregionali TAM (Emilia Romagna, Veneto-Friuli Venezia Giulia, Piemonte-Liguria-Val d'Aosta e Marche) stanno lavorando sul tema della biodiversità legata alle aziende agricole che stanno sul territorio e lo presiedono.

L’agricoltura di montagna ha, nel corso dei secoli, creato e preservato una biodiversità preziosa che sottende il paesaggio di tante zone alpine ed appenniniche. Un intreccio tra il lavoro dell’uomo e un’economia, spesso di povertà e di fame, che ha portato alla gestione del territorio così come la conosciamo ed ammiriamo.

Una montagna viva ha ancora bisogno della presenza di agricoltori sapienti ed anche innovativi, capaci di coniugare la tradizione con i nuovi mezzi e le nuove conoscenze tecnologiche e scientifiche. In quest’ottica si colloca questo lavoro con cui il CAI mette in rete le realtà produttive delle zone di montagna.

Un approccio che cerca di coniugare per l’appunto gli aspetti produttivi con quelli turistici e, se vogliamo, culturali. La rete in questo caso punta a creare conoscenze comuni tra chi fa sul territorio e chi lo frequenta.

E' possibile scaricare il pdf della pubblicazione cliccando qui.
Per richiedere informazioni per applicare l’iniziativa anche in altri territori scrivere a v.ferioli@gmail.com

Red

Segnala questo articolo su:


Torna indietro