International Alliance for Mountain Film: Grand Prize 2018 a Kurt Diemberger

Il premio viene assegnato ai registi o produttori le cui opere, spesso superando i confini del semplice documentario, hanno contribuito significativamente all’evoluzione del cinema ambientato alle alte quote.

Diemberger oggi a Trento

2 maggio 2018 - L’International Alliance for Mountain Film (IAMF) è nata nel 2000 per promuovere, valorizzare e conservare la cinematografia di montagna.
Nel 2002  i nove membri fondatori istituirono il "Grand Prize IAMF", con il quale l’associazione voleva sottolineare la propria gratitudine nei confronti di quei registi o produttori le cui opere, spesso superando i confini del semplice documentario, avevano contribuito significativamente all’evoluzione del cinema ambientato alle alte quote.

Oggi gli associati sono diventati 24 e provengono da 18 stati di 5 continenti: durante l’assemblea di Domžale - Lubiana in Slovenia, svoltasi in occasione del Festival Gorniškega Filma, hanno deliberato all’unanimità di conferire il Grand Prize 2018 a Kurt Diemberger, un grandissimo personaggio la cui carriera cinematografica, di pari passo con quella alpinistica, si è sempre mossa su percorsi innovativi.

Classe 1932, austriaco di nascita ma da molti anni residente in Italia, Diemberger è uno dei grandi maestri del cinema di montagna dell’era pre-digitale. Unico alpinista vivente ad aver scalato due 8000 in “prima” assoluta (il Broad Peak nel 1957 e il Dhaulagiri nel 1960), ha uno straordinario carnet di scalate su roccia e su ghiaccio nelle Alpi, un gran numero di spedizioni sulle montagne di tutto il mondo e la scalata di altri quattro 8000 (Everest, Makalu, Gasherbrum II e K2).

Prima della diffusione della tecnologia elettronica, è stato uno dei pochi cineoperatori a spingersi alle quote più alte dell’Himalaya, al punto da meritarsi il titolo di «cineasta degli 8000». Per anni, assieme alla britannica Julie Tullis, Diemberger ha costituito «The highest Film Team in the World», girando in condizioni a volte proibitive – e in totale autonomia – documentari di rara bellezza.

Quella di Kurt è stata una carriera cinematografica molto lunga. Dal 1958, anno in cui girò il suo pluripremiato lungometraggio sulla Grande Cresta di Peuterey del Monte Bianco (premiato al Film Festival di Trento nel 1962), il suo palmarès professionale si è arricchito di un’infinità di titoli che gli hanno fatto guadagnare riconoscimenti di prestigio e premi internazionali; lavori cinematografici che hanno segnato un’intera stagione del cinema di montagna e che hanno avuto come soggetto cime e scalate, avventure esplorative e reportages etno-antropologici. Grande viaggiatore, Diemberger è anche autore di innumerevoli libri di alpinismo, alcuni dei quali sono considerati dei veri e propri evergreen.

Il premio è stato annunciato durante un incontro che il Trento Film Festival ha dedicato a Kurt Diemberger questa mattina nella Sala Fondazione Caritro di Palazzo Calepini, in via Calepina 1 a Trento.

La premiazione ufficiale avverrà durante il Mendi Film Festival a Bilbao tra il 7 e il 16 dicembre 2018, in occasione della prossima assemblea dei soci dell’International Alliance for Mountain Film.

Comunicato International Alliance for Mountain Film

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