Incubo Nepal, oltre 2000 morti. Nuova scossa e altra valanga sull'Everest

Alle ore 9.00 italiane di domenica 26 aprile una grande valanga ha colpito il campo base. Servono più elicotteri, ma il Nepal è nel caos.

Alpinisti soccorsi sull'Everest (ph: tg24.sky.it)

- Aggiornamento ore 12, 26/04/2015.

Alle ore 9.00 italiane una grande valanga ha colpito nuovamente il campo base sull'Everest. Numerosi elicotteri stanno evacuando un centinaio di persone dal campo base e dal campo 1 e 2, posti a quota più alta. Lo riferisce Pietro Coerezza responsabile della comunicazione dell'associazione EvK2 Cnr.

Un enorme blocco di ghiaccio si è staccato cadendo per 800 metri e finendo sull'area del campo base. Immediatamente è stata data disposizione di spostare chiunque fosse nella zonadal campo base ai campi 1 e 2 più in altoun centinaio di persone in tutto, ha riferito un tecnico nepalese che lavora nella piramide dell'associazione EvK2 Cnr, Dorje Sherpa, che ha assistito all'ultimo evento di questa mattina. "La maggior parte delle tende al campo base sono distrutte - ha detto il tecnico - la forza del crollo della frana di ghiaccio è stata grande anche a causa dalla caduta contemporanea di alcune rocce". I feriti e le vittime già ieri sono stati spostati dalla zona nel villaggio di Periche. Non è stato possibile spostarli più a valle a causa del brutto tempo.

Per ora sono 18 gli alpinisti morti, tra loro il manager di Google Dan Fredinburg e sembra non finire più l'incubo del Nepal. L'epicentro della nuova forte scossa di terremoto di magnitudo 6.7 è stato localizzato a 17 Km a sud di Kodar. Il sisma e' stato avvertito in tutta l'India settentrionale. "Siamo scappati tutti fuori dall'hotel AnnapurnaLa gente gridava e il pavimento dondolava come se si fosse sull'acqua". Questo il messaggio dell'inviata dell'ANSA a Kathmandu subito dopo la nuova terribile scossa di terremoto in Nepal. 

Il bilancio delle vittime del terremoto di ieri ha superato i 2000 morti. Ed è stata una notte di paura a Kathmandu per i sopravvissuti. "Ci sono state diverse scosse di assestamentouna notte orribile. Molte persone hanno dormito nelle loro auto o per strada", racconta all'ANSA Chris Decker, funzionario dell'Undp in Nepal, che ha passato la notte in macchina con la famiglia, compresi i due figli piccoli.

L'Onu lancia l'allarme: sono circa 6,6 milioni le persone colpite dal sisma secondo l'ufficio dell'Onu a Kathmandu. "Siamo pronti ad assistere il governo del Nepal a rispondere a questa terribile tragedia", ha detto il coordinatore Jamie McGoldrick.

Salvo l'alpinista Marco Zaffaroni. L'alpinista milanese si trova al campo uno, ospite delle spedizioni commerciali insieme al compagno di spedizione Roberto Boscato. È lo stesso scalatore milanese a darne notizia sul proprio blog poche ore dopo il terremoto che ha scosso il Nepal. «Siamo bloccati al campo uno senza più una tenda, ma ospiti delle spedizioni commerciali. Vi preghiamo però di non contattarci perché la batteria del satellitare potrebbe essere di importanza vitale».

Si interrompe la loro scalata alla Chomolungma. Le valanghe scese — secondo quanto riferito da persone loro vicine — hanno portato a valle diversi tracciati che erano stati predisposti. Nei prossimi giorni cercheranno di scendere dal campo uno e inziare il viaggio per ritornare in Italia.

L’avventura di Zaffaroni e Boscato era iniziata il 1° aprile quando sono partiti alla volta di Kathmandu. Per favorire l’acclimamento e prepararsi alla salita sul tetto del Mondo, accompagnati da uno sherpa, hanno scalato la vetta dell’Island Peak, la cima di 6.189 metri utilizzata per rifinire la propria preparazione prima dell’attacco degli 8.848 metri. 

La spedizione sull’Everest è iniziata intorno a metà di aprile. Il 18 hanno raggiunto il campo base, dove hanno controllato l’attrezzatura per l’ascesa. Nella notte di venerdì 24 aprile hanno iniziato l’ascesa verso il Campo 1, dove sono rimasti bloccati in seguito alle valanghe causate dal sisma.

Si è invece salvato per miracolo Carsten Lillelund Pedersen. L’uomo fa parte di una spedizione di trekking e ha rischiato di finire travolto da una valanga dopo una scossa. Il suo racconto: «Stiamo accogliendo i feriti al campo». «Mi sono salvato per miracolo nascondendomi dietro a una pietra che mi ha riparato dalla valanga». Carsten, alpinista danese di Copenaghen, in questi giorni è sull’Everest per una spedizione con altri 14 escursionisti, iniziata il 16 aprile. 

«Ero insieme a Jelle, un belga e ci stavamo muovendo dal Campo 1 dove avevamo passato gli ultimi due giorni per acclimatarci», racconta in chat, confermando quanto scritto sulla sua pagina Facebook. Poi di colpo, la scossa. E la valanga. Infine la corsa per non morire. A salvare i due, una pietra puja (una sorta di altare fatto di pietre addobbate) che Pedersen ha fotografato e postato sul suo profilo Facebook, spiegando come li abbia riparati dalla quantità enorme di neve che si è abbattuta su di loro.

Ora i due si trovano al sicuro al campo. «Nessuno nel nostro gruppo o dei nostri sherpa per fortuna è morto o gravemente ferito. «Abbiamo allestito un ospedale nella tenda, per fortuna tra di noi ci sono dei medici che stanno aiutando i feriti delle altre spedizioni», spiega ancora Perdersen.

È salvo anche l'alpinista tirolese non vedente Andy Holzer, che in questi giorni si trova in Nepal per preparare la scalata dell'Everest. "Andy e la sua squadra stanno tutti bene. Attualmente si trovano al campo base avanzato e hanno sentito tremare la terra", racconta la moglie dello scalatore, Sabine Holzer. I membri della sua spedizione non sono stati interessati direttamente dalla valanga. Solo tramite lo smartphone di uno sherpa hanno appreso le notizie delle conseguenze devastanti del terremoto.

In queste drammatiche ore, tra gli alpinisti bloccati sull’Everest a causa degli effetti del terremoto, c’è anche il vicentino Mario Vielmo insieme a una spedizione di italiani, dove è presente anche Annalisa FiorettiCon lui sull’Everest, tra gli altri, il parroco di Asiago don Roberto Bonomoun giornalista vicentino e il bellunese Marco SalaStanno tutti bene, sono scampati alle diverse valanghe innescate dal terremoto, che hanno investito i campi base 1 e 2 sul Monte Everest.


Fonti: Ansa, Il Tempo, Il Messaggero, Corriere Della Sera, TgCom 24

Segnala questo articolo su:


Torna indietro