Inaugurato il percorso “Dolomiti senza confini”: dodici ferrate tra Italia e Austria unite nel segno della pace

Il Presidente del CAI Vincenzo Torti: “vogliamo riportare alla memoria e al cuore il sacrificio di chi cento anni fa ha realizzato questi percorsi e coinvolgere i giovani di oggi perché sappiano distinguere il valore altissimo della pace”.

L'ianugurazione con a sx Vincanzo Torti (fonte corrierealpi.gelocal.it)

11 giugno 2018 - “Noi abbiamo bisogno di mani che si stringono, di uomini che si incontrano e di sentieri che divengano occasioni di solidarietà”. Queste le parole del Presidente generale del CAI Vincenzo Torti sabato scorso a Passo Croce Comelico, in occasione dell'inaugurazione di “Dolomiti senza confini”. Presenti tre grandi alpinisti e Soci onorari CAI quali Reinhold Messner, Fausto De Stefani e Kurt Diemberger.

Si tratta della prima Alta Via transfrontaliera Italia-Austria, che unisce dodici vie ferrate già esistenti tra il Cadore e la Pusteria, dalle Tre Cime di Lavaredo alla Val del Gail, da Sesto a Kartitsch. Luoghi dove l’escursione acquisterà un sapore antico, alla scoperta di vecchi sentieri di guerra e trincee della Grande Guerra, arrampicandosi su pareti Patrimonio Mondiale Unesco e poi regalandosi una pausa nei rifugi sparsi tra le province di Belluno e Alto Adige e del Tirolo orientale, per assaporare le prelibatezze locali. Il progetto ha visto la partecipazione di diversi soggetti, tra cui il CAI.

“Le ferrate scelte intendono ricordare i soldati che hanno lasciato su quelle pareti il loro senso di disperazione e di abbandono”, ha detto Torti. “Ricordare non significa solo riportare alla memoria, ma anche riportare al cuore i giovani di allora, che hanno sacrificato la vita in molti casi senza neanche comprenderne il senso”.

Torti ha ribadito che che iniziative di questo genere intendono “coinvolgere i giovani di oggi perché sappiano distinguere il valore altissimo della pace, oggi recuperato da queste dodici ferrate. Vogliamo dunque sia ricordare il sacrificio di chi cento anni fa ha realizzato questi percorsi attrezzati, sia valorizzare chi oggi li ha trasformati in strumenti per promuovere valori così alti”.

Red

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