In settanta sulla Punta Solitta

Una domenica sui sentieri del Sopramonte Ongolese, tra le brezze e i brividi di questo inizio d'autunno, la tragica storia del "bandito gentiluomo" Corbeddu e le riflessioni sulla ricchezza del mondo del Cai Nuoro

7 ottobre 2019 - Sono stati settanta gli escursionisti sardi del Cai che ieri sono risaliti sul Sopramonte Orgolese, fino alla “Punta Solitta”. La punta è chiamata così, cioè solitaria, perché come scrive il Presidente del Cai Nuoro Matteo Marteddu si erge “nella vasta immensità che dietro di lei sembra celarsi”.
L'escursione è stata un modo per riscoprire antiche storie sarde, come la tragica epopea di Giovanni Corbeddu, "bandito gentiluomo", come lo definiscono le cronache dell’800. Sulla Punta poi spazio alle sensazioni che regala la stagione, descritte con un tocco di poesia da Marteddu: “Folate di vento con i primi brividi d’autunno”. Il presidente della sezione sarda tratteggia poi anche la via del ritorno, dominata, come sempre in una escursione, dalla rielaborazione di quanto si è visto nel corso della giornata: “Il rientro assume i contorni  delle riflessioni pacate, dell’essere soddisfatti di cultura, paesaggi, aria pulita e valori comunitari espressi dal variegato e sentito mondo del Cai Nuoro”.
Valerio Castrignano

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