In ricordo di Luigi Cova, già Presidente del Cai di Appiano

Pubblichiamo il ricordo di Cova nelle parole di Filippo Cecconi (past President CCE)

"Quando si perde un amico come te, risulta sempre difficile farsene una ragione, ed allora tornano subito alla mente i tantissimi ricordi di molti percorsi che abbiamo condiviso con te prima di tutto come amici e poi come compagni di avventura nel CAI, che ti ha visto crescere sempre molto  impegnato in un lungo percorso della tua vita ed in prima fila nel nostro sodalizio. Ora non ti bastava più la sola appartenenza alla Sezione, ma visto anche il tuo carattere espansivo, di buon umore contagioso, volevi proporti diversamente anche nell’accompagnamento dei soci.

Erano i primi anni novanta, quando noi tre, io tu e Benito decidemmo insieme di intraprendere un cammino formativo comune. Costantino Zanotelli, allora Presidente del CAI Appiano e Consigliere centrale, ci aveva stimolati a frequentare il primo corso formativo dell’Escursionismo per titolati AE che si teneva in Trentino-Alto Adige e che il CAI centrale aveva finalmente deciso di istituire a livello nazionale dal momento che fino ad allora l’Escursionismo era ancora privo figure ufficiali titolate e riconosciute. Anche Luigi a testa bassa e qualche volta non senza difficoltà, intraprese prima il corso propedeutico e quindi quello formativo per arrivare infine al titolo di AE.

Ricordo ancora con simpatia e piacere le ore trascorse nella sua cantina con paranco a muro a provare e riprovare nodi e manovre di corda tra un buon bicchiere a l’altro, oppure le giornate trascorse noi tre in compagnia in albergo in Val di Fassa per i corsi, così come sul ghiacciaio della Marmolada dove l’implacabile Luigi Cavallaro direttore del corso pretendeva la corretta esecuzione  della discesa coi ramponi faccia a valle, il passo incrociato o il procedere con la corda tesa od in conserva. In tutti i casi erano momenti di sincera ed allegra compagnia, magari allietati da un grappino finale a conclusione della giornata.

Lo spirito dell’amicizia e della compagnia erano il “leitmotiv” fra noi  e così si affinava pure l’empatia che Luigi sapeva far trasparire con tutti in Sezione, nelle escursioni ed in tutte le attività ove collaborava. Seppur apparentemente un po burbero, “l’Ors da Tuenn”, così era stato soprannominato, era sempre disponibile con tutti e certamente la sua cara Rita non mancava di sostenerlo anche con tutta la sua generosa opera collaborativa nelle escursioni e nelle post- escursioni con un dolce od un buon piatto che lui era orgoglioso di offrire a noi tutti. Anche questo aspetto di coppia che ci mancherà come esempio di amore e di come compagnia. Trascorrono gli anni e Luigi sempre molto impegnato assume anche, per un certo periodo, la presidenza della Sezione del CAI di Appiano supportato da Costantino e dagli amici del Direttivo. Per un certo periodo ha anche fatto parte attiva del Servizio Glaciologico della Sezione di Appiano sempre in prima fila nella rilevazione annuale dei ghiacciai altoatesini. Ai Congressi nazionali del CAI, come in quelli degli Accompagnatori non mancava mai, legando con tanti altri amici su tutto il territorio nazionale e che poi lo ricordavano  con grande simpatia. Per un certo periodo ha retto anche le fila di responsabile dei sentieri della Sezione di Appiano, sempre infervorato dall’amore profondo per la montagna e per i suoi compagni di avventura.

Negli ultimi anni, quando un problema di gambe gli impediva di esporsi in prima persona, non mancava, con altri volontari della Sezione di organizzare la ricca merenda al rientro dei volontari dei sentieri. Aveva infine ancora la voglia di collaborare con la SPE (Scuola provinciale di Escursionismo), dove in diversi corsi ha offerto la sua valida e sempre pronta collaborazione. Spesso nelle nostre escursioni di montagna il nostro pensiero ripercorre i ricordi più belli trascorsi con lui e così qualche volta ci scappa:  ti ricordi quando con  Luigi … oppure  quella vota con Luigi … Ebbene Luigi ti porteremo sempre con noi e nei nostri ricordi sulle montagne che amavi tanto". 

Filippo Cecconi

 

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