In escursione per salvare le Betulle dell'Etna

Il bosco è insidiato da cambiamenti climatici e funghi patogeni. Il Cai Acireale e Giarre hanno partecipato all'evento

7 ottobre 2019 - Sono stati in centosettantadue a partecipare all'escursione per salvare le Betulle dell'Etna, il bosco alle pendici del vulcano che soffre oggi per il cambiamento climatico e per l'attacco da parte di funghi patogeni. Un bosco unico al mondo, per il quale gli escursionisti ora chiedono attenzione. Un regalo dell'ultima glaciazione, che ha fatto crescere in Sicilia una pianta diffusa solo nel Nord Europa. La Sicilia dunque rischia di perdere oggi un bosco meraviglioso ed eccezionale per le sue latitudini.
L'escursione si è svolta ieri. Con partenza alle 9.30 da Fornazzo (frazione del Comune di Milo, in provincia di Catania) vicino alla chiesa Sacro Cuore di Gesù. Il cammino è stato lungo un chilometro e mezzo. Durante il percorso artisti e esperti hanno condotto gli escursionisti attraverso i suoni e le sensazioni che regala la natura in questi luoghi. Spazio anche per una seduta di yoga.
Organizzatrici dell'evento sono state Fiumara d'arte e Salviamo i boschi, insieme al CAI Acireale e Giarre, al WWF Sicilia nord orientale, all’Alpinismo giovanile CAI Acireale, al PCTO del Liceo scientifico Archimede di Acireale, all’Associazione culturale olistica etnea, a Almayoga, all'Associazione Stocusvit di S. Venerina, a Vivisimeto, all'Associazione famiglie persone Down Catania e alla Cooperativa sociale controvento Catania. Ha curato l'organizzazione dell'evento il dottor Giuseppe Receputo, presidente del Cai Acireale. L'evento fa parte di “Controesodo”, il nuovo progetto di Antonio Presti: “La politica della bellezza per rigenerare i territori”.
Valerio Castrignano

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