IMU montana: restituite ai Comuni le somme tagliate a novembre 2014. Fondamentale la mobilitazione dei sindaci

Impegno dell’Uncem per l’eliminazione dell’imposta anche sui terreni agricoli dei Comuni collinari. "Il dialogo e il risultato, con le somme trasferite agli enti, migliorano il rapporto tra istituzioni".

I Sindaci di montagna a Montecitorio (12 gennaio 2015)

Lo Stato reintegrerà i fondi non trasferiti nel 2014 dopo il decreto di novembre che introdusse l’Imu sui terreni agricoli nei Comuni montani individuati con il parametro del municipio a 600 metri di altitudine, oggi modificato. Le cifre del rimborso sono state pubblicate nei giorni scorsi sulla Gazzetta Ufficiale, come allegato al nuovo decreto approvato dal Consiglio dei Ministri giovedì 22 gennaio 2015.

Le somme erano state tagliate ai Comuni a fine novembre, a seguito di un precedente decreto che tratteneva sui trasferimenti statali alle municipalità (cosiddetto "fondo di solidarietà") la quota corrispondente al dato di gettito stimato da Ministero dell'Economia sulla base di parametri altimetrici. Tale modalità, realizzata a bilanci ormai chiusi e sulla scorta di parametri fortemente discutibili, aveva determinato la protesta dei sindaci, scesi anche a Roma il 12 gennaio.

Il Ministero dell’Economia e delle Finanze oggi individua così le somme decurtate ai Comuni a novembre in previsione dell’incasso dell’Imu agricola da parte degli enti. Norma poi modificata grazie all’impegno di Uncem, Anci e numerosi Parlamentari. I

Il problema era stato affrontato nel merito e nella forma anche il 12 gennaio a Roma, nell’incontro convocato dall’Intergruppo parlamentare per lo Sviluppo della Montagna alla Camera dei Deputati, al quale hanno preso parte 500 sindaci e amministratori delle Terre Alte.

"Siamo soddisfatti per l'esito della vicenda - commenta l'on. Enrico Borghi, presidente nazionale Uncem - in quanto da un lato assicuriamo nei confronti dei nostri cittadini, già provati da maggiori sovracosti rispetto ai residenti di città, una condizione minima di equità evitando di applicare quella che abbiamo da subito definito la tassa sui rovi, e dall'alto restituiamo al territorio quel gettito che lo Stato si era indebitamente trattenuto. Si è dimostrata sul campo l'importanza degli strumenti della rappresentanza comunale, nonché il ruolo del Parlamento come soggetto legislativo primario che ha saputo alla fine vincere le resistenze delle burocrazie romane".

Comunicato UNCEM

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