Il Sentiero Italia Cai protagonista all’UlisseFest di Rimini

Il Vicepresidente del CAI Montani sul percorso che unisce l’intera penisola e le isole: “È un abbraccio ideale tra tutto il Belpaese”

Un momento della presentazione del SI all'UlisseFest

15 luglio 2019 - “C'è al giorno d'oggi una tendenza a chiudersi. Allora l'idea di rilanciare il Sentiero Italia è invece un aprirsi. È un abbraccio ideale tra tutta Italia”. Esordisce così il Vicepresidente generale Cai Antonio Montani, che domenica a Rimini alle 12 in Piazza Cavour  ha parlato del Sentiero Italia CAI all’UlisseFest. Il cammino che unisce l’Italia è stato presente alla tre giorni dedicata al viaggio, con appuntamenti e incontri a cui hanno preso parte grandi esploratori, giornalisti, fotografi e registi.

Montani ha sintetizzato con un’immagine cosa è il Sentiero Italia CAI: “In Val d'Ossola, dove abito io, il Sentiero passa proprio davanti casa”. Durante l’anno però la staffetta che ripercorre i percorsi (il Cammina Italia Cai 2019, arrivato oggi in Liguria) lo ha portato in posti “sconosciuti e sorprendenti”, però si è sempre sentito sulla via di casa. 

Il Vicepresidente ha citato la staffetta in corso sull'Alta Via dei Monti Liguri e ha parlato anche di Renato Frignani, l'operaio di Correggio che si è licenziato per percorrere a piedi tutto il Sentiero Italia CAI. Partito dalla Sardegna a marzo, ora è in Campania. Quindi ha esaltato le caratteristiche di un cammino che “è lungo tanto quanto tutte le autostrade d'Italia, e forse di più”, e di cui il Cai si occupa “attraverso le sue 500 sezioni”.

Poi Montani ha spiegato il progetto sociale nel quale è inserita l’iniziativa: “soprattutto nel centro-sud, abbiamo come Cai il ruolo di istruire le persone del territorio per dare un'opportunità di lavoro diversa, come è accaduto in passato con le Guide”. Un’opportunità quella di diventare guide che può aiutare i giovani a non abbandonare i propri territorio in aree dell’Italia, “considerate minori” e finora poco valorizzate economicamente e turisticamente, ma che il Sentiero Italia CAI vuole aiutare a riscoprire.

Presente anche Giancarlo Corbellini, uno degli ideatori del Sentiero Italia, che ha partecipato a entrambi i CamminaItalia, nel ‘95 e nel ‘99. Con grande entusiasmo ha ripercorso le tappe principali della storia del SI e intrattenuto i presenti proprio con racconti e aneddoti dei CamminaItalia. “Il nostro motto è ‘l'Italia 3 chilometri all'ora’. Camminando lentamente si vive di più, si conosce di più. Il mondo delle montagne italiane è molto vario”, ha spiegato lo storico Socio nell’anno del “turismo lento”. Poi ha concluso: “Abbiamo visto le stagioni passarci sotto i piedi e abbiamo camminato sempre, con la neve, con la pioggia. Eravamo io, Valsesia e Carnovalini, ma ogni giorno si univano a noi tantissimi soci del CAI, alla fine in tutto simo stati più di 5000 camminatori”.

Durante l’incontro è stata presentata la collana Cai – National Geographic “Le Montagne incantate. In cammino sul Sentiero Italia CAI”, giunta al terzo volume e il libro di Natalino Russo: "L'Italia è un sentiero. Storie di cammini e di camminatori". Russo ha esaltato il Sentiero Italia: “In quanto camminatore mi ritengo un figlio del Sentiero Italia, perché se oggi in Italia l'escursionismo e il camminare stanno vivendo un momento d'oro lo si deve anche al progetto di rilancio di questo sentiero. Nel nostro Paese il SI ha radicato l'idea che camminare sia possibile, anche nei posti per così dire dimenticati o comunque ritenuti marginali, minori”. Poi ha concluso: “Dire ‘sto camminando’, alla fine, è un po' come dire ‘sto respirando’”.

Valerio Castrignano

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