Il Nepal chiama e Sondrio risponde

Lunedì 1 giugno si è svolta la serata solidale in Piazza Garibaldi, che ha visto la partecipazione, tra gli altri, della Sezione CAI Valtellinese

Piazza Garibaldi a sondrio (fonte: valtellinanews)

Il Nepal chiama e Sondrio risponde con tutto lo spirito solidale che l'ha sempre contraddistinta. Piazza Garibaldi si è animata in una gara di grande solidarietà a favore delle popolazioni asiatiche colpite dal sisma dello scorso 25 aprile, che ha causato 9.000 morti e oltre 18.000 feriti.

La serata di lunedì 1 giugno ha visto il patrocinio del Comune e della sezione valtellinese del Cai. Tanti i sodalizi presenti dai Lions al Panathlon. A presentare la serata la giornalista Valentina d'Angella che ha fatto da interlocutrice con Maurizio Folini, pilota valtellinese sulla scena del sisma nella valle del Khumbu (Everest) a Katmandu e in altri villaggi nepalesi, e Lakpa Temba Sherpa della valle del Soluhumbu.

Una serata per una raccolta fondi importante (è aperto il conto corrente bancario presso il Creval intestato a «Pro Nepal» Iban IT 17 F 05216 11010 000000021662). Sotto la grande tensostruttura allestita in piazza tanti monili e stoffe nepalesi per la racconta fondi. Volontarie delle giovani, come Elisa Pedrolini e Giulia Murada della Polisportiva di Albosaggia per dare una mano a chi ha bisogno, accanto ad Annamaria Vesnaver, ex assessore del Comune alle Politiche sociali.

«La comunità nepalese è stata colpita da due eventi catastrofici: da una parte un sisma devastante che ha messo in ginocchio la comunità locale, dall'altra la bomba mediatica di una drammatizzazione enfatica dell'evento che non ha messo in evidenza la grande voglia di riscatto di un popolo dignitoso che si è subito rimboccato le maniche. E per questo occorre dare segni concreti di solidarietà promuovendo quel turismo così essenziale per un paese dalla fragile giovane democrazia», ha detto Marina Cotelli, assessore alla Cultura del Comune di Sondrio.

Angelo Schena, in rappresentanza del Cai, ha poi spiegato le ragioni della «cordata» solidale nata all'indomani di un viaggio in terra nepalese con altri 13 alpinisti valtellinesi al campo base dell'Everest. «Siamo stati fortunati perché eravamo nella zona dell'Annapurna durante il terremoto, ma quello che ci ha colpito è stata la reazione immediata della gente che si è subito messo al lavoro», è stata la testimonianza di Paolo Camanni dopo il suo viaggio nepalese. In chiusura la musica delle band Panzer e Kharisma.

Fonte: Il Giorno ed. SO

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