Il mondo speleologico sostiene la candidatura dei Gessi dell'Emilia-Romagna a patrimonio dell'umanità Unesco

Nel convegno di oggi a Casola Valsenio (RA), oltre a Società speleologica italiana e Club alpino italiano, hanno assicurato il proprio appoggio anche le associazioni speleologiche europea e mondiale.

Il convegno sui Gessi dell'Emilia-Romagna

2 novembre 2018 - La speleologia italiana e internazionale appoggia e sostiene la proposta di candidatura dei Gessi dell'Emilia-Romagna a Patrimonio dell'Umanità Unesco. E' questa la notizia più importante del convegno "Un territorio straordinario. I fenomeni carsici nei Gessi dell'Emilia-Romagna" di questa mattina a Casola Valsenio (RA), organizzato nell'ambito del raduno internazionale di speleologia "Casola 2018 - Nuvole".

Una candidatura (partita dalla Federazione Speleologica dell'Emilia-Romagna) che, oltre a rappresentare un ulteriore strumento di tutela di un territorio dall'importante valore scientifico e naturalistico, può diventare occasione di promozione e conoscenza, indipendentemente dall'esito finale dell'iter.

Sia il Presidente della Società speleologica italiana Vincenzo Martimucci che il Presidente della Commissione centrale speleologia e torrentismo del Club alpino italiano Marco Menichetti hanno affermato che questa proposta è un'iniziativa che va senz'altro condivisa, dal momento che può incrementare la conoscenza e la ricerca sui Gessi emiliani e romagnoli.

Il percorso non è semplice, a causa dei paletti stringenti dell'Unesco, per questo motivo è necessario l'appoggio di istituzioni pubbliche e associazioni, come quelle speleologiche, non solo in Italia, ma anche all'estero. Oggi a Casola hanno assicurato il proprio sostegno anche i rappresentanti della Federazione speleologica europea e dell'Unione internazionale di speleologia.

"Questa è una candidatura importante per la nostra regione, lo dimostra il fatto che per la prima volta la Regione Emilia-Romagna stessa ha deciso di darne la massima autorevolezza, facendosi soggetto proponente", ha concluso l'Assessore regionale all'ambiente Paola Gazzolo. "Una proposta che, come caratteristiche di unicità, ha indubbiamente il patrimonio di conoscenze relative ai Gessi, maturate grazie alla Federazione speleologica regionale e alla comunità scientifica".

L'importanza delle conoscenze relative a grotte e ambienti carsici e della loro tutela è stata ribadita anche nei due appuntamenti della Società speleologica italiana del pomeriggio. Nel workshop "La grotta turistica come opportunità di conoscenza e divulgazione" il Presidente della SSI Vincenzo Martimucci ha affermato: "ormai da cinque anni, gestiamo, con e per l'Associazione Grotte Turistiche Italiane (AGTI), i corsi di aggiornamento professionale per gli accompagnatori. Sull'esempio italiano, e australiano, la NCA, l'associazione delle grotte turistiche degli Stati Uniti avvierà un simile programma di formazione. Un corretto rapporto tra grotte turistiche e speleologi è decisivo per migliorare la divulgazione del mondo sotterraneo che avviene nelle grotte turistiche stesse. Queste ultime raggiungono infatti un numero di persone inimmaginabile per le organizzazioni speleologiche".

Nell'incontro "Speleologia nei parchi - Percorsi di collaborazione fra istituzioni e speleologia" si è sottolineato quanto sia opportuna la collaborazione tra speleologi (sia della Società speleologica italiana, sia del Club alpino italiano) e le Aree protette. Gli speleologi possono infatti monitorare e fare interventi all'interno delle grotte comprese nei confini dei parchi, in un'ottica di conservazione. Gli intervenuti si sono incentrati sull'importanza del protocollo d'intesa tra SSI, CAI e Federparchi, che vuole contribuire a mettere le conoscenze maturate dagli speleologi nelle grotte a disposizione di chi le tutela. Obiettivo del protocollo è infatti favorire il dialogo, lo scambio di conoscenze e la formazione.

Red

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