Il gruppo Lo Scarpone adotta un sentiero del nostro Appennino

Il progetto di montagnaterapia organizzato in collaborazione tra la Sezione CAI di Parma e l'Ausl Cittadina comincia a dare lieti frutti

Escursione del CAI Parma

Prosegue il progetto di «montagnaterapia», nato da una collaborazione fra Ausl e Club alpino italiano: recentemente il gruppo «Lo Scarpone», composto da una decina di utenti dei servizi del dipartimento Salute mentale dell’Ausl di Parma, ha «adottato» un sentiero del nostro Appennino. 

Si tratta del sentiero 735B che parte in località Cancelli in Alta Val Parma, segue inizialmente la strada sterrata per Lagdei, poi la lascia scendendo a destra, raggiungendo località «La Vezzosa», dove c'è un vivaio all’aperto della Forestale e poi risale per collegarsi con il sentiero che da sotto il monte Tavola si dirige a Lagdei.

I ragazzi sono stati accompagnati da educatori Ausl e da volontari del Cai, che ha in carico la gestione dei sentieri della Provincia di Parma e ne cura la manutenzione. «Nell’ambito della collaborazione fra Ausl e Cai – spiega il volontario Cai Gianfranco Bertè – si è deciso di ''adottare'' un sentiero. I ragazzi che hanno partecipato all’uscita hanno sistemato la segnaletica, scegliendo se rifarla del tutto o ripitturarla, e hanno ripulito il percorso da rami ed alberi caduti durante l’inverno. L’uscita è piaciuta molto e prossimamente questi ragazzi saranno inseriti in una normale uscita del Cai con lo scopo di aiutare la loro autonomia e la loro integrazione». 

Il gruppo «Lo Scarpone» si prenderà cura del sentiero 735B anche in futuro, averlo «adottato» significa, infatti, prendersene cura, assumendosi la responsabilità della sua manutenzione: ogni anni i ragazzi torneranno alla Vezzosa per ripulire e sistemare il sentiero. L’adozione sarà certificata da un cartello con un scritta del tipo: «Sentiero adottato dal Gruppo Lo Scarpone - Progetto di montagnaterapia Cai Sez. Parma - Azienda Usl di Parma», con i loghi di Cai e Ausl e Lo Scarpone. Questa uscita e, in generale, la «montagnaterapia» stanno dando ottimi risultati e i partecipanti, a detta degli educatori, stanno facendo notevoli progressi. 

«Nel tempo abbiamo visto grossi cambiamenti in questi ragazzi - spiega l’educatrice Ausl Donatella Silvia Rizzi -. Gesti elementari, come il camminare o fare piccole attività, aiutano i nostri utenti a migliorare le loro capacità psicomotorie e a migliorare la coordinazione. Alcuni di loro poi hanno deciso di “allenarsi” iniziando per conto loro a fare attività sportiva, come la palestra, l’andare in bici o l’andare a camminare». «Queste uscite sono pensate per persone con patologia quali la schizofrenia e aiutano molto anche sotto l’aspetto relazionale, facendo gruppo e entrando in contatto con altre persone», ha concluso la Rizzi.

Segnala questo articolo su:


Torna indietro