Il Gruppo Famiglie del CAI Cassino sulla Cavendish Road

Tredici famiglie con venti bambini hanno trascorso un'indimenticabile giornata lungo il percorso costruito dagli Alleati durante la 2^ Guerra Mondiale. Come racconta una mamma, un giorno all'aria aperta, tra divertimento e giochi, nel nome della Pace.

I bambini durante i giochi

23 ottobre 2019 - Bellissima giornata trascorsa dal CAI Famiglie della Sezione di Cassino sulla Cavendish Road, sino alla Masseria Albaneta.
Domenica 13 ottobre un nutrito gruppo di 13 famiglie con 20 bambini dai 22 mesi agli 11 anni, hanno scoperto la Cavendish, la strada che dalla Frazione di Caira raggiunge l'Abbazia di Montecassino, sentiero noto perché realizzato dagli Alleati durante la seconda Guerra Mondiale per espugnare la cima dell'Abbazia.

La Giornata nazionale delle famiglie ai musei si è trasformata per i soci Cai Famiglie nella giornata del museo all'aperto. Il filo conduttore della giornata è stata però la pace, proclamata in tutte le attività svolte durante l'escursione. Dalle accurate spiegazioni storiche fatte da Salvatore Capaldi ai laboratori e giochi organizzati per i bambini.

Un ringraziamento speciale va a tutti i membri dello Staff CAI Famiglie e al presidente della sezione Pietro Miele, con l'augurio che questo sia solo l'inizio di un bellissimo sentiero da scoprire insieme.
A descrivere e a farci rivivere insieme i magnifici momenti della giornata, ci ha pensato Barbara Rea, mamma di Maria Sole (8 anni).

Deborah Miele
CAI Famiglie Cassino

Cronaca di un giorno felice

Ci sono giorni che non dovrebbero finire. Te ne accorgi immediatamente. Da appena apri gli occhi, col suono della solita sveglia. Tu pensi che devi sbrigarti per andare a lavoro, invece tua figlia ti grida dentro un orecchio "Evvivaaaaa! Oggi andiamo in montagna con TUTTI"!". Ti fa sorridere quel “TUTTI”, ti fa tanta tenerezza. Ti auguri che duri ancora molto, per lei, il tempo in cui non ci si sente mai soli.
Prepari al volo due cose da mangiare ed esci per arrivare in tempo al luogo dell'appuntamento: Piazza della Pace.

Può esistere un nome migliore per un posto dove ci si incontra?
La prima immagine che vedi, quando arrivi, ti conferma la tua idea iniziale, che la giornata è una di quelle belle: un piccolo, piccolissimo parco ospita bambini in cerchio che si tengono per mano. Riconosci Francesco, Sofia, Marta.

Vedi i volti sorridenti dei loro genitori. Li riconosci come i tuoi compagni di Viaggio. Anche loro, come te, si sentono umili servitori di un bene molto grande e come te sperano di saperlo gestire al meglio delle proprie possibilità. Loro stanno lì, in Piazza della Pace, ad aspettare te, che vieni da fuori, e mentre ti aspettano, non guardano nervosamente l'orologio, piuttosto hanno deciso di fare un bel girotondo.

Vedi pure tante facce nuove.
C'è anche una scricciola di ventidue mesi sulle spalle di Damalis, la sua mamma. Damalis affronterà il viaggio con la sua bambolina sulle spalle. Viene dal Venezuela. La salita non la spaventa.

Si parte. Prima sosta: ricevi un regalo inatteso. Un libro!
“Mamma mia che giornata” pensi. E siamo solo all'inizio.
Le mani che mettono il libro tra le tue mani sono quelle della persona che l'ha scritto. Sì, l'autore è lì, vicino a te.Ti racconta particolari che ignoravi, sulla guerra e sugli uomini che l'hanno vissuta. Ti fa riflettere sul fatto che tutti camminano, ogni giorno, ovunque, ma solo una piccola parte lo fa consapevolmente. Tu cominci a sentirti fortunata, perché ti rendi conto che ne fai parte, di quel gruppo. E' sempre lui che ti dice che la parola "Cavendish" è un cognome e non un termine dialettale, come pensavi. E' il cognome di Henry, con l'H iniziale. Henry Cavendish. Un personaggio singolare e originalissimo. Uno scienziato. Con la sindrome di Aspenger.

Meraviglioso! Ti sono sempre piaciuti i diversi, i fuori dal coro. Con loro ti senti a casa.
Si ricomincia a camminare.
Non puoi non notare che i più grandi aiutano i più piccoli, i più veloci aspettano i più lenti, i più forti si offrono per portare zaini. Si distribuiscono scarponi, addirittura. Perchè il percorso è lungo e difficoltoso. Non si può rischiare di farsi male. Tutti devono essere attrezzati al meglio.

Per fortuna, ogni tanto ci si ferma. E tu hai il tempo di guardare nel cesto dei Tesori, quello che maestra Giuliana ha donato al gruppo e che nonna Franca porta con orgoglio. Vorresti riempirlo quel cesto, con tutte le cose belle che stai vedendo. Ma ci hanno già pensato i bambini. Loro sono più bravi di te ad andare a caccia di tesori. Hanno trovato foglie, ghiande, licheni, muschi. Persino una "culla di ape", una struttura tondeggiante e legnosa che accoglie insetti allo stato larvale.

Che sia una giornata straordinaria, lo capisci definitivamente, però, quando iniziano i giochi che Christian e Debora hanno preparato, nell'ultima settimana, per te e per tutti gli altri.
Si viene divisi in squadre: tu sei parte della Polonia. Perciò ti dipingono la faccia di rosso e di bianco. Devi difendere la tua base. Devi intercettare il nemico. Devi recuperare pezzi di carta colorata per ricostruire frasi di pace. E devi stare attento a non mettere i piedi sulle mine che le mucche passate lì prima di te hanno lasciato.

Ridi. Combatti e ridi. E ridi. Ridi. Ridi.
Un fischio. Fine del gioco. Il vincitore è la nazione...TuttiI. Siamo tutti vincitori. Nel gioco della Pace si vince e basta. Sempre e a prescindere da tutto.

Poi, il gioco delle scialuppe: ti dicono che sotto i tuoi piedi c'è solo mare, un'immensa distesa di acqua salata. Senti che potresti annegare, se non fosse per l'abbraccio degli altri. Un abbraccio salvifico, che ti permette di rimanere a galla. Debora viene tre volte in tuo soccorso per non farti affondare e tu ti abbandoni al suo aiuto disinteressato.
Meraviglioso il gioco delle scialuppe! Vorresti fare una seconda partita. E vorresti urlare un forte Grazie a chi ti ha permesso di tornare bambino e di giocare in squadra con tuo figlio. Quando succederà di nuovo? Fra quanto tempo potrai di nuovo correre spensierato come stai facendo oggi?

Arriva il momento del riposo.
E poi il momento della storia che hai deciso di raccontare. E' la storia di un piccolo colibrì che tiene testa ad un'altera aquila, facendole capire quanto sia sciocco portare discordia nel mondo. I bambini si divertono a fare gli attori. Gli adulti ti fanno i complimenti. Qualcuno ti ringrazia, dicendoti che si è commosso mentre ti ascoltava.

Tu sei felice! Torni a casa e vai a dormire Felice!
Riesci a prendere sonno facilmente. Dopo tanti mesi. Il peso che senti sulle spalle ti sembra più leggero. Ti domandi se qualcuno, oltre agli zaini, ti abbia per caso liberato da certe tue zavorre.

E' stata proprio una giornata speciale oggi! Ogni parte di te lo avverte. Una di quelle che non dovrebbero finire e che di fatto non finisce. Perchè continuerà a farti compagnia. Per tanto e tanto tempo. Ancora. (BARBARA REA)

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