Il fondo “Materzanini” sulle montagne della Guerra Bianca: il CAI Brescia invita i Soci a mandare foto scattate dalle medesime posizioni

L'iniziativa non vuole essere un atto di denuncia ambientale ma un'occasione per dare continuità temporale a spazi una volta luoghi di dolore, oggi luoghi di divertimento, di ‘buon tempo’ e gioia.

Baracche a Passo Lago Scuro

11 luglio 2017 - La Biblioteca della Sezione di Brescia del CAI custodisce un vero e proprio tesoro in termini di documentazione storica grazie alle fotografie realizzate dal Sottotenente Medico Augusto Materzanini durante il suo servizio durante la ‘Guerra Bianca’ in Adamello, fondo fotografico già oggetto di pregevoli pubblicazioni editoriali e recentemente utilizzate come fondamento dell’opera cinematografica “Ragazzo” di Lorenzo Apelli (2014).

L’avvicinarsi a grandi passi del 2018 è un invito a porre l’accento sulla parte finale di quella coppia di numeri, 15-18, con cui abitualmente chiamiamo la Prima Guerra Mondiale. Diciotto, quindi, la fine di una guerra che racchiude forse la sua peggior sintesi di eroismo e crudeltà in quella parentesi che va sotto il nome di “Guerra Bianca”, combattuta in alta quota, tra nevi e ghiacciai (ex) perenni, tra le montagne che molti di noi oggi considerano ‘casa’.

I lavori di digitalizzazione del Fondo Materzanini, eseguiti dal personale della Biblioteca “Claudio Chiaudano", hanno fatto sorgere l’esigenza e la volontà di pubblicizzare nel modo più consono e opportuno questo importante patrimonio documentale perché, banalmente, una fotografia vive quando viene vista, quando ha un pubblico che instaura attraverso di lei un dialogo muto con il suo autore e con se stesso.

Quando il tempo passa la fotografia diventa uno strumento prezioso soprattutto di documentazione perché permette il confronto e un’azione per conoscere e per riconoscere quegli elementi che ancora possiamo rintracciare attorno a noi.
Le fotografie storiche permettono a chi le guarda di ‘vivere’ un passato lontano; se nell’oggetto fotografico vi è rappresentato un soggetto familiare si somma anche una forte componente empatica che in qualche misura porta l’osservatore ancor più in profondità nella lettura della fotografia: chi è stato sui campi di battaglia della Guerra Bianca non può non richiamare alla mente certe sensazioni guardando le fotografie di quell’epoca.

Il lavoro di Augusto Materzanini permette a noi, oggi, di vedere e provare ad immaginare cosa deve essere stata quella guerra combattuta lassù, su quei ghiacciai e in quei luoghi che oggi molti di noi percorrono con uno spirito ben diverso.
E proprio lassù noi oggi vogliamo tornare con le nostre fotocamere, oggi che scoccano i 100 anni dalla fine del conflitto.

Il progetto di valorizzazione che stiamo immaginando e che vorremmo concretizzare ci porta a pensare un confronto continuo e parallelo tra alcune selezionate fotografie di Augusto Materzanini con le fotografie che saranno realizzate ai giorni nostri e che cercano di replicare le originali, per quanto possibile, nel punto di ripresa e nella composizione.

Il progetto non vuol essere un lavoro di denuncia ambientale, per quanto il cambiamento climatico si svelerà a tutti con i suoi evidenti effetti, piuttosto un tentativo di dare una sorta di continuità temporale a quegli spazi che si sono cristallizzati nella nostra memoria visiva come luoghi di dolore e che, invece, con il trascorrere del tempo sono diventati luoghi di divertimento, di ‘buon tempo’ e gioia.

Questo progetto vuole essere una “chiamata alle fotocamere” rivolta a tutta la sezione e a tutti i soci del CAI della sezione di Brescia che vorranno aderirvi. Nulla di artistico, piuttosto un’occasione condivisa per riflettere sul valore della fotografia e sulla sua capacità intrinseca di interrompere il flusso continuo del tempo; riflessione che troverà piena compiutezza nel percorso curatoriale che affiancherà le immagini di Augusto Materzanini a quelle odierne nella mostra e nel catalogo finale.

Concretamente invitiamo i soci a visionare le foto del fondo Materzanini, selezionate e scelte qui tra quelle del fondo conservato nel nostro archivio fotografico, e di ritrovare i luoghi ritratti negli scatti degli anni del primo conflitto mondiale sulle nostre montagne e di ritrarli come appaiono oggi.

Inviateci quindi il vostro contributo all’indirizzo biblioteca@caibrescia.it

Ci auguriamo che possiate appassionarvi come noi a questo viaggio nel tempo.

Giovanni Vanoglio e Giovanna Bellandi

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