Il discorso di Francesco Carrer al Consiglio regionale del Veneto

Pubblichiamo il discorso che il Presidente del CAI Veneto ha letto ai Consiglieri regionali in occasione dell'inaugurazione della mostra dedicata al 150° ospitata nella sede del Consiglio regionale a Venezia

Giovani veneti festeggiano il 150° anniversario CAI

Ho anzitutto il piacere di portare il saluto del Presidente generale del Club Alpino Italiano Umberto Martini. Mi è poi doveroso ringraziare il Presidente del Consiglio Regionale del Veneto Clodovaldo Ruffato per l’accoglienza e le gentili parole di saluto e di riconoscimento dell’attività svolta dal CAI nella Regione Veneto; allo stesso modo desidero ringraziare il Governatore Luca Zaia per il saluto e la frase che in maniera emblematica racchiude l’impegno quotidiano dei nostri soci e delle nostre sezioni:

“Più volte ho sottolineato il ruolo insostituibile del CAI sia nella salvaguardia ambientale sia nel lavoro di tanti volontari che contribuiscono a rendere più sicure le nostre montagne.”

Ringrazio infine il Consiglio Regionale del Veneto per la fiducia e il sostegno accordati in occasione dei 150 anni e per l’ospitalità offerta in questo prestigioso palazzo accogliendo la mostra dedicata alla storia del CAI in Veneto.

Desidero ricambiare l’attenzione concessa con una prima riflessione inerente la configurazione della nostra Regione Veneto che, con una superficie di 18.390 kmq, costituisce l'ottava regione italiana per superficie. Il suo territorio è morfologicamente molto vario, con una prevalenza di pianura (56,4%), ma anche estese zone montuose (29,1%) e collinari (14,5%).
Proprio su queste ultime zone, che sommate arrivano a quasi il 44% del territorio veneto si sviluppano le varie escursioni, arrampicate, visite guidate da parte delle 64 sezioni venete del CAI con i corrispettivi 54.000 soci. Il Club alpino nella Regione Veneto conta 64 sezioni, quasi una media di 10 per provincia, a cui vanno sommate 10 sottosezioni. Il totale dei soci arriva a superare le 53.000 persone che condividono le medesime passioni e i medesimi interessi, un vero e proprio esercito in movimento, verso le valle e le cime delle nostre montagne.

Ebbene, è proprio grazie all’impegno e alla generosità dei suoi soci che il CAI riesce a mantenere in esercizio 44 rifugi alpini d’alta quota che offrono un totale di quasi 1800 posti letto, per offrire ospitalità qualificata al turismo alpino e agli escursionisti itineranti che percorrono altovie, trekking e traversate; a questi occorre aggiungere i 46 bivacchi attrezzati che da sempre offrono un prezioso supporto agli alpinisti, negli angoli più reconditi e isolati delle montagne venete, ai piedi di importanti pareti lontane da centri abitati.

Sempre per sostenere il turismo sulla montagna veneta e offrire opportunità di fruizione organizzate i soci del CAI tengono in manutenzione e tracciamento ben 4000 km di sentieri che dai fondovalle salgono agli alpeggi, alle forcelle, alle cime; questa preziosa rete consente la frequentazione nella migliore condizione di sicurezza ed affidabilità a turisti locali e stranieri, consente di presentare una montagna ordinata e preparata all’accoglienza, consente la frequentazione in sicurezza. A questo importante risultato mira il settore del Progetto di eccellenza denominato Montagna amica e sicura.

Qui ci troviamo a Venezia, ovvero alla convergenza di due assi equivalenti che hanno il loro apice verso Ovest nella sezione di Boschiesanuova, al confine con Lombardia e Trentino, mentre verso N-E si arriva a Sappada al confine tra Carinzia e Friuli.
La storia del CAI Veneto è la storia di un impegno costante per la montagna veneta e per un turismo di qualità, dall’UNESCO alle frontiere del terzo millennio, ma è anche la storia di un’intensa e ininterrotta azione formativa, portata avanti in innumerevoli corsi di addestramento, di formazione dei titolati, di formazione dei fruitori, perché l’esperienza di approccio alla montagna, in tutte le sue stagioni, possa avvenire senza rischio d’incidenti.

Per sviluppare un’incisiva azione formativa il CAI Veneto ha sostenuto e realizzato il progetto denominato “Casa comune” nel quale partecipano e contribuiscono oltre 1600 istruttori di alpinismo, sci alpinismo, arrampicata libera, snow board, di speleologia, accompagnatori di alpinismo giovanile, di escursionismo, operatori naturalistici e TAM con oltre 500 volontari del Soccorso Alpino e un centinaio di guide e aspiranti guide.

Non vanno poi dimenticate le numerose attività culturali e di divulgazione realizzate all’interno delle nostre sezioni venete a favore della montagna, con personaggi che parlano di montagna. Da sempre il Club alpino italiano si adopera per la difesa, per l’ambiente, per la cultura, per la storia della montagna veneta, per la sostenibilità e l’equilibrio che ponga la montagna veneta al riparo dalle aggressioni consumistiche o speculative.

La Grande Guerra
L’impegno del CAi si rivolge però con particolare attenzione ai mondi giovanili, oggi travagliati da profonde crisi d’identità e disorientamenti; il CAI intende adoperarsi per una maggiore attività nel mondo della Scuola, con progetti formativi rivolti ai docenti, con attività in ambiente rivolte ai giovani; per questo motivo ha sottoscritto un protocollo d’intesa con il MIUR e un accordo con altre associazioni giovanili come le associazioni scout, ispirato al concetto di scambio e d’interazione. La banda larga satellitare se non addirittura il progetto dei “Sentieri parlanti” e della telemedicina tendono a disegnare scenari futuri sempre più arricchiti dagli apporti della tecnologia messa a servizio dell’uomo, per migliorarne le prestazioni, incoraggiare gli approcci.

Ma tutta l’attività finora svolta diventa anche un esempio di cittadinanza attiva ispirata e trasmessa attraverso i valori della solidarietà, del sacrificio, delle esperienze condivise, dell’alterità, del rispetto e dell’integrazione.

Francesco Carrer


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