Il Comune di Pieve “apre” al Parco del Cadore

Riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa del Gruppo Promotore Parco del Cadore sul sostegno ricevuto dal Comune di Pieve di Cadore

Parco del Cadore - PH nuovocadore.it

Dopo anni di sensibilizzazione sul tema da parte del Gruppo promotore, dopo innumerevoli conferme sulla validità della proposta, dopo la comprova – resa evidente anche dalla crisi economica - che non si poteva andare avanti investendo solo sulla (importante) mono economia dell’occhiale, ma che serviva puntare anche  sulla valorizzazione dell’ambiente naturale, il Comune di Pieve di Cadore ha deciso, su iniziativa del sindaco Maria Antonia Ciotti e la sua giunta, e dopo aver consultato le Regole,  che la proposta del Parco del Cadore (noto anche come Marmarole, Antelao e Sorapiss) può essere  una opportunità importante per incentivare lo sviluppo della zona e un elemento di coesione e di prospettiva per uscire dalla crisi economica che investe l’area del centro Cadore.

Per questo, dichiarandosi disponibile a fornire chiarimenti, delucidazioni e quanto altro possa essere utile per approfondire il tema, ha deciso di chiedere ai propri cittadini di esprimersi in merito e, se lo si condivide, aiutare per la migliore realizzazione dell’iniziativa.

D’altro canto un felice esempio di gestione di  un’area a Parco lo si può vedere molto vicino, nel  Parco Regionale delle Dolomiti d’Ampezzo che si rifà alla medesima legge regionale a cui fa riferimento il Parco del Cadore e che è gestito dalle Regole di Cortina.

Comune, Regole e l’intera comunità assieme dunque, per valutare i tanti aspetti che l’investire sul Parco comporta e porta con sè,  ripercorrendo tutte le domande a cui  il Gruppo Promotore ha cercato di dare risposta negli anni, coinvolgendo esperti di diversi settori.

Che cosa significa un parco? Perché nella zona? Cosa “offre” in termini di opportunità lavorative? Quali finanziamenti pubblici può veicolare? Sono solo alcune delle domande riproposte oggi per non perdere un’importante occasione che Pieve di Cadore intende cogliere diventando, in questo modo  (essendo il primo a “partire”), il Comune che avrà, di “diritto”, la sede del Parco. 

 

Il comunicato continua nel file allegato.

Segnala questo articolo su:


Torna indietro