Il CAI Reggio Emilia al lavoro per risolvere i problemi sui sentieri dell’Appennino reggiano

La situazione della rete sentieristica è quest'anno problematica causa gelicidio invernale, frane e smottamenti. I Soci stanno lavorando sui sentieri e suglitinerari a lunga percorrenza.

I Soci al lavoro

23 luglio 2018 - La situazione della rete sentieristica nell’Appennino reggiano è quest’anno problematica, a causa dei danni provocati dal gelicidio (con centinaia di piante cadute sui sentieri), da frane e da smottamenti di terreno.

Punti critici sono stati evidenziati pure sui trekking che attraversano l’Appennino: il Sentiero Spallanzani, la Via Matildica del Volto Santo e il Sentiero dei Ducati. Questa situazione, per il Cai reggiano, può creare problemi considerando anche il grande sviluppo che sta avendo il turismo escursionistico nell’Appennino: sono sempre in aumento le persone che percorrono i bei sentieri della montagna, attratte da luoghi splendidi, da accoglienti rifugi e dall’ospitalità che sempre più sta qualificando i paesi dell’Appennino. “La nostra rete escursionistica - spiega il vicepresidente del Cai reggiano Elio Pelli - è la più complessa e articolata dell’Appennino tosco-emiliano: ci sono ben1300 chilometri di sentieri a disposizione degli escursionisti, dal Lagastrello al Passo delle Forbici, dalle colline al crinale”.

Da settimane i volontari del Cai sono impegnati a verificare la percorribilità dei sentieri, aiutati anche dalle segnalazioni di diversi escursionisti. “In diversi casi - prosegue Pelli - stiamo già intervenendo per rendere praticabili alcuni sentieri, ma sono diverse le situazioni che vanno ben oltre interventi di ordinaria manutenzione, quella che normalmente svolge il Cai grazie alle convenzioni con molti Comuni reggiani e a quella che dovrebbe essere rinnovata con il Parco Nazionale. Ci sono diverse situazioni che hanno carattere di eccezionalità”. Per il Cai è una situazione che andrebbe affrontata complessivamente e in maniera coordinata anche dai Comuni interessati e dal Parco Nazionale.

Ci sono già alcune notizie positive. Alla fine di giugno i volontari del Cai hanno terminato di realizzare la variante che permette di aggirare la frana sotto il Ventasso. Ricordiamo che il sentiero 663 tra il Lago Calamone e il Bivacco S.Maria Maddalena, sotto la cima del Ventasso, dall’incrocio con il 665 che proviene da Cervarezza e il Bivacco, a causa di una frana di sassi, è stato chiuso a giugno con una ordinanza del Sindaco del Comune di Ventasso. La variante è numerata 661A e collega con un bellissimo sentiero il 665 alla forestale di Cervarezza e poi dopo un chilometro forestale rientra sul sentiero 661A già esistente che a sua volta si immette sul 661 che sale da Busana per poi salire al Bivacco S.M.Maddalena.

Altri significativi interventi hanno reso ripercorribile il tratto del Sentiero dei Ducati tra Cereggio e Taviano. Si sta inoltre verificando la situazione sul Sentiero Spallanzani. In alcuni casi il taglio delle piante ha compromesso il passaggio sui sentieri, se non la scomparsa stessa del sentiero. Come è successo su un sentiero molto frequentato, quello che da Febbio porta al Passone e al Rifugio Battisti. Il problema è stato risolto dai Carabinieri Forestali, avvisati dal Cai.

CAI Reggio Emilia

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